p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 19 Novembre 2023

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La parabola dei talenti โ€œscossaโ€ al nostro Io

La parabola dei talenti mette in scena la sfida tra il patrimonio economico e il patrimonio relazionale, il molto denaro di un ricco signore e il suo grande progetto sui servitori: affida loro il suo tesoro e parte. Al momento del ritorno e del rendiconto, la sorpresa raddoppia. Anzichรฉ tenere per sรฉ, il padrone rilancia: ยซbene, servo buono, ti darรฒ potere su moltoยป.

E senti lโ€™eco del profeta: cosรฌ per te gioirร  il tuo Dio (Is 62,5). Felice di ciรฒ che vede, non solo dona ai servi lโ€™investimento e il guadagno, ma aggiunge un di piรน: ยซentra nella gioia del tuo signoreยป. Signore e servi sono entrati in sintonia di vita, nellโ€™esperienza che ยซil Regno viene con il fiorire della vita in tutte le sue formeยป (Giovanni Vannucci).

I primi due hanno capito e osato, il terzo ha avuto paura e ha seppellito la sua vita: so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato, raccogli dove non hai sparso… ho avuto paura. Ecco qui ciรฒ che รจ tuo. Non lโ€™ha mai considerato suo, quel talento. ยซHo avuto pauraยป. La madre di tutte le paure รจ la paura di Dio. Il terzo servo ha una immagine di Dio triste, predatoria, che sa di morte. Lo sente duro, nemico e ingiusto. E chi non avrebbe paura di un Dio cosรฌ?

Tutta la parabola invece disegna una immagine opposta di Dio, che non รจ il mietitore severo di quanto ha seminato, ma lascia gioiosamente tutto il buon grano alla tua tavola, anzi lo raddoppia ancora (datelo a chi ha giร  dieci talenti)…

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Moltiplica la tua vita!

Come spesso nelle parabole, cโ€™รจ un signore che consegna qualcosa ai servi, affida un compito, e poi esce di scena. Ci consegna il mondo, con poche istruzioni per l’uso e tanta libertร . Una sola regola fondamentale: coltiva e custodisci, ama e moltiplica la vita.

La parabola dei talenti รจ l’esortazione pressante ad avere piรน paura di restare inerti e immobili, come il terzo servo, che di sbagliare (Evangelii Gaudium 49). Eโ€™ la paura a paralizzare la vita.

C’รจ un signore ricchissimo e generoso, che parte in viaggio e affida grosse somme ai servi. Non cerca un consulente finanziario, chiama quelli di casa, crede in loro, ha fiducia e un progetto, quello di farli salire di condizione: da dipendenti a co-partecipi, da servi a figli. Con due ci riesce. Con il terzo non ce la fa. Al momento del ritorno e del rendiconto, la sorpresa raddoppia: Bene, servo buono! Bene! Eco del grido della Genesi, quando per sei volte Dio esclamรฒ โ€œche bello!โ€.

I servi vanno per restituire, ma Dio li spiazza, rilanciando: ti darรฒ potere su molto, entra nella gioia del tuo signore. In una dimensione nuova, quella di chi partecipa al dinamismo della creazione. E dietro di lui, lร  dove รจ passato, rimane piรน vita.

Se leggiamo con attenzione, scopriamo che Dio non รจ un contabile che rivuole indietro i suoi talenti con gli interessi. Dice infatti: ยซSei stato fedele nel poco, ti darรฒ autoritร  su moltoยป. Ciรฒ che i servi realizzano non solo rimane a loro, ma viene moltiplicato, e questo accrescimento di vita รจ esattamente la bella notizia.

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Nessuna tirannia, nessun capitalismo della quantitร : infatti colui che consegna dieci talenti non รจ piรน bravo di quello che ne riporta quattro. Non c’รจ una cifra ideale da raggiungere: c’รจ da camminare con fedeltร  a te stesso, a ciรฒ che hai ricevuto, a ciรฒ che sai fare, lร  dove la vita ti ha messo, fedele alla tua veritร , senza maschere e paure.

Dietro l’immagine dei talenti non ci sono soltanto i doni di intelligenza, di cuore, le mie capacitร : c’รจ Madre terra, e tutte le creature messe sulla mia strada sono un dono del cielo per me. Ognuno รจ talento di Dio.

Dai protagonisti della parabola emergono due visioni opposte della vita: l’esistenza, come una opportunitร ; oppure come un lungo tribunale, pieno di rischi e di paure.

I primi due servi entrano nella vita come dentro una opportunitร  gioiosa; l’ultimo non ci entra neppure, paralizzato dalla paura di fallire.

Questa parabola รจ il poema della creativitร , senza voli retorici, perchรฉ nessuno dei tre servi crede di poter salvare il mondo. Tutto invece odora di casa, di viti e di olivi o, come nella prima lettura, di lana, di fusi, di lavoro e di attesa. Di semplicitร  e concretezza.

Ciรฒ che io posso fare รจ solo una goccia nell’oceano, ma รจ questa goccia che dร  senso e sapore alla mia vita (A. Schweitzer).

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