p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 16 Novembre 2025

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โ€œILโ€ FINE DEL MONDO

Commento al Vangelo di Lc 21, 5-28.

Dov’รจ la buona notizia in questo Vangelo di catastrofi, apocalittico ed estremo?

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Siamo davanti al racconto di ciรฒ che รจ accaduto in ogni tempo, e che oggi si ripete: guerre ovunque, violenza, arroganza, aria acqua terra avvelenati.

Siamo sul crinale ripido della storia, in equilibrio alla ricerca di una traccia: da un lato il versante oscuro della violenza; dall’altro la tenerezza che salva, una terra di pace dove โ€œneppure un capelloโ€ andrร  perduto.

E capiamo che il vangelo non parla della fine del mondo, ma del mistero del mondo; non la fine, ma il fine del nostro mondo.

Dobbiamo ascoltare il ritmo e il respiro ultimo di queste parole:

  • quando sentirete parlare di guerre, non vi spaventate, non รจ la fine;
  • sarete traditi e uccisi, ma nemmeno un vostro capello andrร  perduto;
  • vi saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle: ma voi alzate il capo, perchรฉ la liberazione รจ vicina.

Ad ogni descrizione di dolore segue un punto di rottura, e tutto cambia.

E questo succede ogni volta che mi prendo cura di un pezzetto della mia terra e delle sue ferite. A partire dal mio piccolo metro quadrato.

Esagerato? Sรฌ, ma cosรฌ bello. Il niente dei capelli usato da Gesรน per dire che qualcuno ti vuole bene fibra dopo fibra, che nulla รจ insignificante per chi ti ama.

Salvare vuol dire conservare. E il credente sa che, per la Risurrezione di Cristo,

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non va perduto nessun frammento dโ€™uomo;
nessun atto dโ€™amore,
nessuna generosa fatica,
nessuna dolorosa pazienza.

Sulla terra intera, come nel mio piccolo campo, imperano menzogna e violenza. E io, cosa posso fare?

Usare la strategia del contadino. Rispondere alla grandine piantando nuovi vigneti, e per ogni raccolto perduto oggi prepararne un altro per domani.

Seminare e attendere, vegliando sulla vita che nasce. E perseverare, andando fino in fondo a un’idea, a unโ€™intuizione, a un servizio, e sfociando cosรฌ nella veritร  della vita: ogni atto umano totale ti avvicina all’assoluto di Dio.

Mi rimane scolpita l’ultima riga: Ma voi, risollevatevi.

Quel โ€œmaโ€ รจ come una resistenza, unโ€™opposizione a tutto ciรฒ che sembra vincere.

In piedi, a testa alta, occhi al cielo, liberi e profondi: cosรฌ vede i discepoli il vangelo.

Verranno giorni nei quali non sarร  lasciata pietra su pietra. Non cโ€™รจ nessuna cosa terrena che sia eterna. Ma lโ€™uomo sรฌ, รจ eterno. รˆ meglio che tutto crolli, comprese le chiese piรน belle, piuttosto che crolli un solo uomo, questo dice il vangelo.

Ma quando il Signore verrร , troverร  ancora fede sulla terra?

Sรฌ. Io credo di sรฌ. Non dice: troverร  ancora parrocchie, unitร  pastorali, diocesi, ma fede. Troverร  quelli che credono che lโ€™amore e la bellezza sono piรน forti della cattiveria, che la giustizia รจ piรน sana del potere. Quelli che credono che, nonostante tutte le smentite, questa storia non finirร  nel caos o nel nulla, ma in un abbraccio.

Un abbraccio che ha nome โ€˜Dioโ€™.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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