p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 11 Febbraio 2024

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Dio risana le nostre vite senza porre condizioni

Un lebbroso cammina diritto verso di lui. Gesรน non si scansa, non mostra paura. Si ferma in faccia al dolore, al rifiuto del villaggio, cosรฌ vicino da toccarlo. Il lebbroso โ€œporterร  vesti strappate, sarร  velato fino al labbro superiore, starร  solo e fuoriโ€ (Lev 13,46).

Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato, esce unโ€™espressione bellissima: ยซSe vuoi, puoi guarirmiยป. Con tutta la discrezione di cui รจ capace: ยซSe vuoiยป. E intuisco Gesรน toccato da questa domanda grande e sommessa, che gli stringe il cuore e lo obbliga a rivelarsi: ยซSe vuoiยป.

A nome di tutti i figli dolenti della terra il lebbroso lo interroga: che cosa vuole veramente Dio da questa carne piagata, che se ne fa di queste lacrime? Vuole dolore o figli guariti? Davanti al contagioso, allโ€™impuro, un cadavere che cammina, che non si deve toccare, uno scarto buttato fuori, Gesรน prova โ€œcompassioneโ€.

Il vangelo usa un termine di una carica infinita, che indica un crampo nel ventre, un morso nelle viscere, una ribellione fisica: no, non voglio; basta dolore! Gesรน prova compassione, allunga la mano e tocca.

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Altro commento di fra Ermes

NIENTE COME LA VITA

Gesรน ci chiede di partecipare ad un solo miracolo: avere, come il Padre, viscere di misericordia, che รจ la perfezione di Dio, che sarร  la perfezione dell’uomo.

Il lebbroso ยซporterร  vesti strappate, sarร  velato fino al labbro superiore, starร  solo e fuoriยป (Levitico 13,46). Dalla bocca velata, dal volto nascosto del rifiutato esce un’espressione bellissima: ยซSe vuoi, puoi guarirmiยป. Con tutta la discrezione di cui รจ capace: ยซSe vuoiยป. E intuisco Gesรน toccato da questa domanda grande e sommessa che puรฒ far cambiare il corso della storia, esattamente come รจ successo a Natale, poche settimane fa: tu puoi guarire il disamore del mondo.

Di quell’uomo che si sta decomponendo da vivo non conosciamo nรฉ il volto nรฉ il nome, perchรฉ รจ ogni uomo, sbalzato a terra dalla carovana troppo rapida e distratta del mondo.

Il rifiutato รจ stanco di fuggire e di gridare, e si avvicina al giovane rabbi, andando contro la legge. Attorno a lui il vuoto, ma Gesรน rimane, non scappa, non si scansa, non lo manda via, gli sta in piedi davanti e lo ascolta. E riafferma cosรฌ che nulla vale quanto la vita.

A nome di tutti noi il lebbroso domanda: ma qual รจ la volontร  di Dio? Che cosa vuole veramente Dio da questa carne sfatta, da questo corpo piagato? Che cosa vuole dall’immenso pianto del mondo? Il profeta, bocca di Dio, ha detto: io non bevo il sangue, non mangio la carne dei vostri sacrifici. Ma ho un dubbio, come tutti i lebbrosi, come tutti i sofferenti: che Dio si disseti al calice delle nostre lacrime; che voglia ancora il sacrificio delle sue creature; che sia il dolore, accettato, a dare gloria a Dio.

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Ho un dubbio, perchรฉ tanti fatti oggi insinuano, alludono che il corpo di lebbra o di dolore รจ ancora e sempre volontร  di Dio.

Se vuoi… Il lebbroso si appella al desiderio di Dio, alla sua volontร . E riceve la risposta bellissima, la pietra d’angolo su cui poggia la nuova immagine di Padre: ยซlo voglio!ยป Un verbo totale, assoluto. Dio vuole, รจ coinvolto, gli importa, gli sta a cuore, patisce, urge in lui un patimento solo per me.

Ciรฒ che รจ scritto qui non รจ una fiaba, funziona davvero, funziona cosรฌ. Persone piene di Gesรน oggi riescono a fare le stesse cose di Gesรน, fanno miracoli. Vanno dai nostri lebbrosi della porta accanto, barboni, tossici, prostitute, li toccano con un gesto di affetto, un sorriso, con la conseguenza che molti di loro guariscono letteralmente dal loro male, diventando a loro volta guaritori. Succede ogni giorno, in ogni invisibile parte del mondo. Prendere il Vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia la vita.

Gesรน tocca, e l’uomo รจ restituito alla famiglia, torna alle carezze.ย Gesรน ci chiede di partecipare al desiderio di Dio, alle carezze restituite e non ai miracoli. O forse sรฌ. Ci chiede di partecipare ad un solo miracolo: avere, come il Padre, viscere di misericordia, che รจ la perfezione di Dio, che sarร  la perfezione dell’uomo.

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