Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.
Trascrizione del video – non rivista.
Buonasera, buonasera, brava gente.
Questo scorcio straordinario della creazione… E allora, come state? Eh, andiamo avanti! Eccoci qua, eccoci qua, anche stasera. Mo’ ci andiamo a sedere tranquillamente.
E allora, come va? Va bene, tutto a posto? Sì? Iniziamo una nuova settimana, la iniziamo bene, sì o no? Voi che dite? Eccoci qua, eccoci qua, eccoci qua, e anche stasera ci siamo! Eh, e voilà. Vediamo se ce la facciamo, sì. Vediamo, tutto a posto? Eccoci qua! 1, 2, 3, vediamo se riesco a sistemare apposta, apposta. Va bene.
E allora, buon inizio settimana! Eh, buon inizio settimana! Vediamo se tutto funziona. Sì, fa tutto. Tutto funziona, vedo che stanno arrivando migliaia di mail: enzo@buongiornobravagente. Punit sia… l’a… sia le lettere per la nuova rivista di San Francesco, di Papa Francesco e della Basilica papale di San Pietro.
Questa nuova rivista si chiamerà Piazza San Pietro. Poi la presenteremo ufficialmente il 25 novembre nella Sala Stampa della Santa Sede, insieme a tante altre novità. Questa la dovevo dire, perché dobbiamo inserire le vostre lettere, dobbiamo prepararla, insomma, in modo che per dicembre poi possa arrivare nelle vostre case.
E andiamo avanti allora, ok. E ringraziamo Papa Francesco che ha edificato tanti modelli, tanti, tanti modelli di santità e persone, uomini e donne come noi. Avete, immagino, seguito le nuove beatificazioni e canonizzazioni che ha fatto Papa Francesco, e questi santi ci aiutano.
Penso in modo particolare, tra i tanti, ai Martiri Francescani, e li vogliamo invocare oggi. E gli vogliamo chiedere: “Aiutateci ad essere delle brave persone, della brava gente!”
Ecco, potremmo dire… Ma ascoltiamo, ascoltiamo il Vangelo che il Signore oggi ci dona.
Dal Vangelo di Luca:
“In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: ‘Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità.’ Ma egli rispose: ‘O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?’ E disse loro: ‘Fate attenzione e tenete lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede.’ Poi disse loro una parabola: ‘La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: che farò? Perché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così, disse: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi, e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti.’ Ma Dio gli disse: ‘Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita, e quello che hai preparato, di chi sarà?’ Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio.”
Vorrei commentare questo brano con alcune parole di un uomo che era totalmente libero, totalmente libero. Chi è quest’uomo? E chi è quest’uomo? Vediamo se riuscite subito ad indovinare chi è quest’uomo totalmente libero. Vediamo dalle risposte, dovrebbe essere abbastanza semplice. Giochiamo in casa.
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Vediamo, voi che dite? Maria, Rosa, Giovanni, Nicoletta, Clelia? Vediamo se ci arriviamo! Chi è quest’uomo totalmente libero, che può con le sue parole e con la sua vita commentare questo Vangelo? Sarina ha scritto San Francesco d’Assisi. Gesù, Gesù, altri hanno scritto. No, dobbiamo commentare le parole di Gesù, eh. Orietta ha scritto Francesco, eh. E quindi Giovanni ha scritto Francesco dal Brasile, San Francesco d’Assisi, sì. Ecco, vedo che insomma in tanti dite San Francesco.
Ecco, San Francesco commenta questo Vangelo. È interessante. Gesù qua dà una risposta non solo al fratello che è in cerca dell’eredità che l’altro fratello gli ha tolto, ma la dà anche al fratello che l’ha tolto. Ed è interessante che Gesù non giudica nessuno dei due, dice solamente: “Guardate che voi vi litigate… Quanti litigi esistono per un metro di terra, per piccole cose! Veramente a volte sono persone che proprio non si parlano a vita, e anche fratelli e sorelle che non si parlano più. E questo arreca sicuramente molto dolore, ma perché non si è capito.”
E qui Gesù non condanna le cose che ci sono state donate, che abbiamo, che anche la ricchezza, più delle volte, è una benedizione di Dio. Ma condanna la cupidigia, l’arricchirsi senza misura.
E a volte ci dobbiamo chiedere: ma ne vale la pena? Ne vale veramente la pena distruggersi la vita? Perché poi alla fine si distruggono le vite per la cupidigia di ricchezza.
Ci sono due episodi. Uno di San Francesco, riportato dalla Leggenda dei tre compagni, che dice così: il vescovo sta parlando con il giovane Francesco, che vuole impostare la vita in maniera completamente libera dalle ricchezze. E dice: “La vostra vita mi sembra dura e aspra, poiché non possedete nulla a questo mondo.” E Francesco rispose: “Signore, se avessimo dei beni, per proteggerli avremmo bisogno di armi, perché è dalla proprietà che provengono questioni e liti, e così viene impedito in molte maniere tanto l’amore di Dio quanto l’amore del prossimo. Per questo non vogliamo possedere alcun bene temporale.”
Straordinario Francesco, eh! Dice: “Non solo ci vogliono le armi, uno si deve affannare per proteggere, chiudere, difendere, ma poi dall’altra parte dice che questo ci fa male, né a Dio né alle persone.”
E poi, un’altra volta, Francesco parla con i frati. Se vedete cosa dice: “Badiamo, cari fratelli, noi che abbiamo lasciato tutto, di non perdere per sì poca cosa il Regno dei Cieli.” Anche questa è un’altra risposta grandissima. A volte, per una piccola cosa, e noi non viviamo più da cristiani e ci perdiamo la vera ricchezza, la vera ricchezza che attendiamo, che crediamo, e cioè il Regno dei Cieli.
Io mi fermo qui. Ci lasciamo con queste due affermazioni francescane, una più bella dell’altra. L’obiettivo che noi dovremmo avere è felici noi e felici gli altri. Felici gli altri e felici noi. Allora cambia tutto, eh.
Possiamo avere anche tante cose, però è importante saper rendere felici gli altri. Nel momento in cui noi rendiamo felici gli altri, noi viviamo una ricchezza straordinaria, di una gioia intima che, va sicuro, anche tante, tante cose non danno. Quella felicità che c’è davvero nel donare, perché c’è una felicità straordinaria.
Avete provato qualche volta ad essere felici donando? Questo sarebbe un altro tema che io con voi vorrei affrontare.
Avete visto, in tutti questi mesi vi ho chiesto: qual è il segreto del matrimonio? Eh, qual è il segreto del matrimonio? Sono arrivate tantissime risposte. Ora vi chiedo a tutti: qual è il segreto della felicità o della letizia? Cioè, quand’è che si è felici veramente? Quand’è che si è felici veramente?
Perché questa è una delle cose che cerchiamo di più. Noi cerchiamo la felicità. Noi cerchiamo di essere felici, che è una bellissima cosa. Bisogna vedere solamente se nelle cose che cerchiamo, che cerchiamo di avere, c’è davvero la felicità oppure no.
Pochi giorni fa ho incontrato una signora che, dopo tanti anni, madre di figli eccetera, i figli sono sposati, credo che sia vedova, e vuole andare in terra di missione per vivere un’esperienza missionaria. Tant’è che tendenzialmente io ho detto: “Ma insomma, non è più tempo, no?” Cioè, dove vai?
Volevo dire, ma lei era così contenta, così sorridente, così felice che non ho avuto il coraggio nemmeno di dirglielo. Però, quella felicità di donare un pezzo della propria vita per gli altri è veramente interessante, veramente interessante.
Bene, allora, avanti! Forti, forti, forti, eh! Mi raccomando.
