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p. Enzo Fortunato – Commento al Vangelo del 15 Ottobre 2024

Il commento al Vangelo del giorno a cura di padre Enzo Fortunato.

Trascrizione, non rivista, del video di YouTube.

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Buonasera, buonasera brava gente! E per chi si affaccia in questo nuovo giorno, buona giornata brava gente.

Invochiamo anche Santa Teresa di Gesù che la Chiesa ci propone come memoria in questo nuovo giorno, una santa che ha amato. E stasera, con le sue parole, vorrei commentare il Vangelo che stiamo per ascoltare.

Vi chiedo solo una cosa: ditemi se la notifica vi arriva prima di iniziare, perché io mando sia un breve commento, che dovrebbe fungere anche da notifica, e poi un avviso di inizio diretta. Se vi arriva, ecco, solo per saperlo e se è buono come metodo. Quindi ve lo chiedo, una specie di avviso, no? Una campanella che suona e ci richiama all’appuntamento con la Parola.

E allora, brava gente, iniziamo con questa pagina di Vangelo straordinaria. È un grande avviso che Gesù ci fa, ci mette in guardia. Ma ascoltiamo.

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora Gesù gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto anche l’esterno non ha forse fatto l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Eccoci qui, brava gente! Vorrei commentare questa affermazione con Santa Teresa e con San Francesco. Questo Vangelo che abbiamo ascoltato, intanto, partiamo da una premessa: il centro è lo sguardo di Gesù sulle cose da una parte, e lo sguardo dei farisei dall’altra. Come Gesù vede le cose e come invece le vedono i farisei. C’è una dialettica tra Gesù e i farisei, però è interessante un aspetto che ci dice come Gesù non ha giudizi. Gesù si accosta a tutti, perché accoglie l’invito a pranzo da parte dei farisei.

Voi sapete che i farisei lo osteggiavano, insieme ad altre realtà del suo tempo. Però Gesù accoglie l’invito, e questa è una cosa straordinaria, perché Gesù si fa disponibilità. Insomma, accoglie l’invito degli altri senza dire: «No, ma quelli poi sono così». Ed è interessantissimo questo aspetto, perché ci permette davvero di entrare in relazione con tutti. Quindi questa è la premessa.

Adesso andiamo invece al cuore della discussione, e vi ho detto che vorrei commentarlo con le parole di Lisieux, di Santa Teresa di Gesù, che dice così: «Basta uno spillo raccolto per terra con amore per salvare un’anima». Eh, è bellissimo, brava gente! Basta uno spillo raccolto con amore per salvare un’anima. Vedete, uno spillo significa, e adesso faccio un po’ un esempio: mi chino a terra e prendo un pezzetto di carta che sporca questa piazza, oppure prendo un oggetto. Lo faccio con amore. Non è il gesto esteriore che dà valore alle cose, ma quell’intensità, quella relazione che si nutre a livello interiore. Ed è bellissimo!

Ma ancora Gesù, con Santa Teresa, ci dice un’altra cosa: «Una sola cosa importa e rimane: è l’amore». Una sola cosa importa e rimane: è l’amore. Cioè, non state lì a guardare le azioni esterne o interne. Ciò che conta è l’amore. Ecco, questo è lo sguardo di Gesù: ciò che conta è l’amore. Non stare lì a rendere la religiosità un gesto esteriore. Ciò che conta è l’amore! Poi ci possono essere anche i gesti, ma sono successivi.

C’è una coppia di sposi davanti a noi. Ecco, preghiamo per questi sposi, che ci ricordano davvero come la cosa più importante è l’amore.

Adesso vorrei cogliere un altro commento, invece, con San Francesco. Mi sono chiesto: «Come San Francesco potrebbe commentare questa pagina di Vangelo?». E sentite, nelle Ammonizioni… Le Ammonizioni cosa sono? Sono una serie di affermazioni che San Francesco ha fatto, e che i compagni hanno raccolto e messo insieme. Quindi c’è una parte degli scritti di San Francesco che si chiama “le Ammonizioni”. Una specie di esortazioni.

Sentite cosa dice: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Ci sono molti che, applicandosi insistentemente a preghiere e occupazioni, fanno molte astinenze e mortificazioni corporali. Ma per una sola parola che sembri ingiuria verso la loro persona, o per qualche cosa che venga loro tolta, scandalizzati subito si irritano. Questi non sono poveri in spirito, perché chi è veramente povero in spirito odia se stesso e ama quelli che lo percuotono sulla guancia».

Bellissima questa affermazione forte di San Francesco! Voi sapete, San Francesco è molto deciso, no? Cioè, ha la barra dritta al centro. La barra è Gesù Cristo, e da lì non si muove. E dice: «Vedete, è un po’ come i farisei: voi prestate attenzione alle abluzioni, alle preghiere, all’astinenza, eccetera. Però, se poi qualcuno vi dice “non mi scocciare”, allora si irritano e diventano burberi. E allora a che serve tutto ciò? Dove sta l’amore?».

Con queste due affermazioni, ho voluto commentare la pagina del Vangelo. Parlano i santi, no? Vale più delle nostre parole. Invochiamo questi santi per il nostro cammino, che ci sostengano, che ci aiutino ad andare avanti, che ci indichino la strada. E ci dicono indirettamente: «Vedi che io ero come te, sono come te, di carne e ossa. Ero, sono un uomo, una donna come voi». No? Indirettamente ci dicono: «La santità nella propria vita è possibile. Apri il tuo cuore a Dio e sarà festa grande».

Bene, mi fermo qui, brava gente. Forti, forti, forti! E allora andiamo agli auguri e ai saluti.

Vi ricordo sempre: Enzo chiocciola Buongiorno brava gente. Mi è arrivata una lettera molto intensa, molto forte, di chi sta soffrendo perché una coppia si sta divorziando, e hanno tre figli. Quest’uomo lascia la moglie e va a convivere con un’altra signora, che è separata e ha anche lei tre figli dall’altra parte. I figli si stanno lamentando, il dolore dei figli è grande.

Mi ha colpito la storia. Non faccio i nomi per delicatezza, però la situazione è questa. Io vorrei affidare queste due famiglie alla nostra preghiera, perché il Signore illumini.

E poi vi dico una cosa forte. Permettetemi di dirvi questa cosa che sto pensando, e prendetela con le pinze. A volte ascolto le storie di tante persone che si sono separate, e che poi a un certo punto si pentono di aver lasciato la propria famiglia, i propri figli, perché dicono: «Ho preso una sbandata». E adesso si trovano in una situazione difficile.

Vorrei dire questo a queste persone: attenzione, perché può essere una sbandata. Pensateci mille volte, mille volte! Mi fermo qui, non aggiungo altro. Però credo che bisogna riflettere bene sull’amore, sull’amore che chiede sacrifici. Sull’amore che ha il suo momento forte nella passione, nell’innamoramento, e poi viene l’accettazione dei limiti delle persone.

Quelli che vanno avanti sono quelli che accolgono i propri e gli altrui limiti. La perfezione non esiste. La perfezione non ce l’ha nessuno, brava gente. Non ce l’ha nessuno! Lo sto capendo dalle tante lettere che mi state inviando. Uno dei motivi per cui chiedo alle persone che sono avanti nel cammino matrimoniale qual è il loro segreto… Ebbene, uno dei tanti segreti, quasi comune, è proprio l’accettazione anche dei limiti dell’altro.

E un po’ di ironia, no? Che spezza e fa cogliere il limite ci vuole nel cammino matrimoniale. Avanti, avanti! Mi fermo qui. Mi raccomando, forti, forti, forti! E allora Enzo chiocciola Buongiorno brava gente. Sapete che queste lettere poi saranno pubblicate sulla nuova rivista di Papa Francesco, di questa Basilica, e si chiamerà “Piazza San Pietro”. Lettere davvero straordinarie. Anche la vostra sarà pubblicata.

Vi aspetto domani mattina alle 7:30 per la preghiera, forti, forti, forti!