p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
Ad Antiochia di Pisidia Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: ยซEra necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poichรฉ la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. ยป. La scelta di Paolo e Barnaba รจ in continuitร con la fede ebraica ed approfondimento di essa: รจ ispirata dal coraggio che la Parola di Dio suscita e sorge da tale fedeltร . Lโannuncio della Parola si apre cosรฌ al mondo dei pagani. Eโ un decisivo punto di svolta. Ad Antiochia tale passaggio trova il suo fondamento nellโannuncio profetico: Cosรฌ infatti ci ha ordinato il Signore: โIo ti ho posto per essere luce delle genti, perchรฉ tu porti la salvezza sino allโestremitร della terraโ (Is 49,6).
Il servo di Jahwรจ รจ presenza di luce che porta la salvezza oltre i limiti dellโappartenenza ad un popolo o ad una religione. Le parole di Paolo e Barnaba sono dono di un messaggio di salvezza ed insieme critica a tutte le religioni che rinchiudono e non accolgono il disegno di Dio che va oltre le costruzioni e strutture religiose umane. Indicano cosรฌ lโorizzonte della fede nella promessa di Dio. La scelta di universalitร affonda le sue radici nelle benedizioni di Dio per Israele e per tutte le nazioni. Paolo e Barnaba ad Antiochia sperimentano che la parola di Dio รจ fonte di gioia e di forza. Le loro scelte sono condotte con il coraggio, la franchezza che deriva dalla fede. Pur tra le difficoltร โi discepoli erano pieni di gioia e di Spirito santoโ. Lโapertura dellโannuncio ai pagani รจ opera dello Spirito che conduce a vivere la gioia e la serenitร profonda anche nel momento della prova.
Lโimmagine del gregge e del pastore al cuore della pagina del vangelo offre una declinazione di questo messaggio di apertura. Gesรน parla di coloro a cui รจ inviato con lโimmagine delle pecore. Cโรจ un rapporto di ascolto e di intimitร unico: ยซLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguonoโ. Ma lโorizzonte a cui Gesรน guarda รจ sempre piรน vasto e va oltre ogni chiusura. Queste parole vanno intatti accostate alla parte iniziale della similitudine del pastore: โE ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastoreโ (Gv 10,16-17)
La cura del pastore sta nel poter dare loro la vita eterna: nel linguaggio giovanneo โvita eternaโ non รจ qualcosa di fumoso ed estraneo allโesistenza ma indica la risposta alla sete piรน profonda di vita che ogni persona porta nel cuore. Vita eterna significa essere accolti e amati, sperimentare la comunicazione e la pace nellโincontro con Dio โ fonte della vita -. Nellโincontro con Gesรน questo dono fa sorgere possibilitร di rapporti nuovi con gli altri. Per questo la vita eterna inizia sin dal presente di color che accolgono la parola di Gesรน, ed accolgono il dono dellโincontro con lui che si attua nel conoscerlo.
La pagina dellโApocalisse testo profetico di annuncio della fede in un tempo di prova e persecuzione presenta la visione di una moltitudine immensa. Il dono di salvezza abbraccia ogni popolo. โTutti stavano in piedi davanti al trono e davanti allโAgnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro maniโ. Eโ questa la moltitudine di coloro che hanno vissuto la prova, provengono da ogni dove e hanno tra le mani i segni della vittoria sul male. Sono volti di una moltitudine che ha sofferto ed รจ stata vittima della violenza. Segue una reinterpretazione del salmo 23, rivolto a Dio come pastore dโIsraele. La visione termina con una parola di speranza e di consolazione: โNon avranno piรน fame nรฉ avranno piรน sete, non li colpirร il sole nรฉ arsura alcuna, perchรฉ lโAgnello, che sta in mezzo al trono, sarร il loro pastore e li guiderร alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherร ogni lacrima dai loro occhiโ.
La presenza di Cristo risorto, indicato nella figura dellโagnello ferito e in piedi, รจ al centro di una comunione che si estende a comprendere tutta lโumanitร condotta alle sorgenti della vita, quando Dio stesso asciugherร ogni larcima. La sua presenza apre speranza di vita per tutti.



