p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 8 Maggio 2022

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

Ad Antiochia di Pisidia Paolo e Barnaba con franchezza dichiararono: ยซEra necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poichรฉ la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. ยป. La scelta di Paolo e Barnaba รจ in continuitร  con la fede ebraica ed approfondimento di essa: รจ ispirata dal coraggio che la Parola di Dio suscita e sorge da tale fedeltร . Lโ€™annuncio della Parola si apre cosรฌ al mondo dei pagani. Eโ€™ un decisivo punto di svolta. Ad Antiochia tale passaggio trova il suo fondamento nellโ€™annuncio profetico: Cosรฌ infatti ci ha ordinato il Signore: โ€œIo ti ho posto per essere luce delle genti, perchรฉ tu porti la salvezza sino allโ€™estremitร  della terraโ€ (Is 49,6).

Il servo di Jahwรจ รจ presenza di luce che porta la salvezza oltre i limiti dellโ€™appartenenza ad un popolo o ad una religione. Le parole di Paolo e Barnaba sono dono di un messaggio di salvezza ed insieme critica a tutte le religioni che rinchiudono e non accolgono il disegno di Dio che va oltre le costruzioni e strutture religiose umane. Indicano cosรฌ lโ€™orizzonte della fede nella promessa di Dio. La scelta di universalitร  affonda le sue radici nelle benedizioni di Dio per Israele e per tutte le nazioni. Paolo e Barnaba ad Antiochia sperimentano che la parola di Dio รจ fonte di gioia e di forza. Le loro scelte sono condotte con il coraggio, la franchezza che deriva dalla fede. Pur tra le difficoltร  โ€œi discepoli erano pieni di gioia e di Spirito santoโ€. Lโ€™apertura dellโ€™annuncio ai pagani รจ opera dello Spirito che conduce a vivere la gioia e la serenitร  profonda anche nel momento della prova.

Lโ€™immagine del gregge e del pastore al cuore della pagina del vangelo offre una declinazione di questo messaggio di apertura. Gesรน parla di coloro a cui รจ inviato con lโ€™immagine delle pecore. Cโ€™รจ un rapporto di ascolto e di intimitร  unico: ยซLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguonoโ€. Ma lโ€™orizzonte a cui Gesรน guarda รจ sempre piรน vasto e va oltre ogni chiusura. Queste parole vanno intatti accostate alla parte iniziale della similitudine del pastore: โ€œE ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastoreโ€ (Gv 10,16-17)

La cura del pastore sta nel poter dare loro la vita eterna: nel linguaggio giovanneo โ€˜vita eternaโ€™ non รจ qualcosa di fumoso ed estraneo allโ€™esistenza ma indica la risposta alla sete piรน profonda di vita che ogni persona porta nel cuore. Vita eterna significa essere accolti e amati, sperimentare la comunicazione e la pace nellโ€™incontro con Dio โ€“ fonte della vita -. Nellโ€™incontro con Gesรน questo dono fa sorgere possibilitร  di rapporti nuovi con gli altri. Per questo la vita eterna inizia sin dal presente di color che accolgono la parola di Gesรน, ed accolgono il dono dellโ€™incontro con lui che si attua nel conoscerlo.

La pagina dellโ€™Apocalisse testo profetico di annuncio della fede in un tempo di prova e persecuzione presenta la visione di una moltitudine immensa. Il dono di salvezza abbraccia ogni popolo. โ€œTutti stavano in piedi davanti al trono e davanti allโ€™Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro maniโ€. Eโ€™ questa la moltitudine di coloro che hanno vissuto la prova, provengono da ogni dove e hanno tra le mani i segni della vittoria sul male. Sono volti di una moltitudine che ha sofferto ed รจ stata vittima della violenza. Segue una reinterpretazione del salmo 23, rivolto a Dio come pastore dโ€™Israele. La visione termina con una parola di speranza e di consolazione: โ€œNon avranno piรน fame nรฉ avranno piรน sete, non li colpirร  il sole nรฉ arsura alcuna, perchรฉ lโ€™Agnello, che sta in mezzo al trono, sarร  il loro pastore e li guiderร  alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherร  ogni lacrima dai loro occhiโ€.

La presenza di Cristo risorto, indicato nella figura dellโ€™agnello ferito e in piedi, รจ al centro di una comunione che si estende a comprendere tutta lโ€™umanitร  condotta alle sorgenti della vita, quando Dio stesso asciugherร  ogni larcima. La sua presenza apre speranza di vita per tutti.