โโฆi miei pensieri non sono i vostri pensieriโฆโ La distanza tra cielo e terra รจ immagine che richiama ad una radicale differenza tra i pensieri di Dio e i nostri pensieri.
Eโ invito a ricordare che la presenza di Dio non รจ riducibile alla nostra portata ma irrompe come alteritร e chiede di incontrarlo senza pretesa di racchiuderlo nei nostri pensieri.
Le sue vie non sono le nostre vie e tuttavia siamo invitati a cercare il Signore, ad invocarlo come vicino. Un paradosso segna il cammino della fede: cโรจ distanza infinita della alteritร di Dio e dโaltra parte Egli si fa vicino, si fa incontrare. Lo possiamo invocare e si fa trovare da chi lo cerca: โcercate il Signore mentre si fa trovareโ.
Spesso la nostra ricerca di Dio รจ posta nellโorizzonte di attese e pensieri nostri, non si apre allโaltro. La provocazione profetica spinge ad un cambiamento, a vivere una disponibilitร nuova, ad accettare una povertร di chi si affida: le sue vie sono altre dalle nostre. Lโincontro con lui esige una disponibilitร a lasciare i nostri pensieri per camminare nelle sue vie.
La parabola dei lavoratori non intende offrire insegnamenti sui criteri della giustizia sociale e sui rapporti di lavoro. Come tutte le parabole, ha al suo centro lโannuncio dellโirrompere del regno e indirizza allโincontro con Dio il Padre.
Il padrone di casa che a diverse ore esce di casa per assumere lavoratori per la sua vigna a diverse ore prende operai disponibili e a tutti offre il medesimo salario. Al termine della giornata รจ giustificato il malumore dei primi nel vedere di essere pagati come gli ultimi giunti a lavorare allโultima ora. Il verbo โmormorareโ racchiude tuttavia un segnale che sposta lโattenzione degli ascoltatori. Si sta parlando, a partire da una vicenda di lavoro, di Dio stesso. Mormorare รจ lโazione di Israele nel deserto che mormorรฒ contro Jahvรจ perchรฉ non assecondava le sue attese.
Di fronte alla mormorazione il padrone risponde con una parola: โAmicoโ. Sta forse qui il centro di tutta la parabola: lโincontro con Dio รจ esperienza di amicizia, ricevuta gratuitamente, a cui rispondere con lโaffidamento sincero.
โNon posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perchรฉ io sono buono?โ La mormorazione esprime il non comprendere perchรฉ si pretende porre Dio nelle categorie e nei pensieri delle proprie attese.
Il Padre che Gesรน annuncia dona la grazia e il perdono e non limita la sua bontร : ha a cuore che tutti, sia i primi come gli ultimi si aprano allโincontro con lui. Nella parabola il comportamento del padrone rispetta criteri di giustizia โ dร a ciascuno quanto pattuito โ e tuttavia va oltre e travalica confini stabiliti.
Apre la giustizia ad una dimensione piรน grande, quella della misericordia e del dono amico. Coloro che mormorano non comprendono che la passione piรน profonda di questo padrone della vigna รจ lโincontro con Lui, lโesperienza della gratuitร dellโincontro come amicizia. Sta qui il senso della fede.
Sta qui anche la apertura ad accogliere fino a tarda ora. Cโรจ una passione di Dio ad incontrare primi e ultimi, soprattutto chi vanta diritti e meriti. Il regno di Dio รจ dono per tutti, รจ possibilitร di vita che apre a scoprire un modo nuovo di stare con gli altri nellโaccoglienza, nella fraternitร e sororitร .
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Gesรน esprime una critica profonda verso ogni modo di pensare Dio secondo misure umane, anche di tipo religioso, secondo i pensieri di dare-avere, secondo la logica del merito e della ricompensa.
Apre al senso della fede come amicizia con Dio che perdona e introduce ad un nuovo modo di pensare il rapporto con Lui e con gli altri. Lo stile della misericordia dovrebbe essere lo stile della vita della comunitร che segue Gesรน.
Fonte: il sito di don Alessandro Cortesi
p. Alessandro Cortesi op
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.




