L’uomo ha qualcosa da offrire a Dio? Sรฌ, la fede e l’amore. Questo Dio chiede all’uomo, รจ scritto: “Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio, se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima” (Dt 10,12).
Ecco le offerte, ecco i doni che occorre presentare al Signore. E per offrirgli questi doni con tutto il cuore, bisogna prima conoscerlo; bisogna aver bevuto la conoscenza della sua bontร alle acque profonde dei suoi pozzi… Ascoltando queste parole, devono arrossire coloro che negano che la salvezza dell’uomo dipende dalla sua volontร ! Potrebbe Dio chiedere all’uomo qualcosa se non fosse capace di rispondere alla richiesta di Dio e di offrirgli ciรฒ che gli deve? Poichรฉ c’รจ il dono di Dio, ma c’รจ pure il contributo dell’uomo.
- Pubblicitร -
Per esempio, era certo in potere dell’uomo che una moneta d’oro ne producesse dieci o ne producesse cinque; ma apparteneva a Dio che l’uomo avesse quella moneta d’oro con la quale ne ha potuto produrre altre dieci. Quando ha presentato a Dio le dieci monete da lui guadagnate, l’uomo ha ricevuto un nuovo dono, non piรน denaro questa volta, ma il potere e il regno su dieci cittร . Cosรฌ, Dio ha chiesto ad Abramo di offrirgli il figlio Isacco, sulla montagna che gli avrebbe indicato.
E Abramo, senza esitare, ha offerto il suo unico figlio: l’ha posto sull’altare e ha tirato fuori il coltello per ucciderlo; ma subito, una voce l’ha fermato e gli รจ stato dato un agnello da immolare al posto del figlio (Gen 22). Lo vedi: ciรฒ che offriamo a Dio resta a noi; ma quest’offerta ci รจ richiesta affinchรฉ presentandola testimoniamo il nostro amore a Dio e la nostra fede in lui.
Fonte: ยซVangelo del Giornoยป รจ un servizio proposto dall’associazione internazionale Evangelizo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19, 11-28
ย
In quel tempo, Gesรน disse una parabola, perchรฉ era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento allโaltro.
ย
Disse dunque: ยซUn uomo di nobile famiglia partรฌ per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnรฒ loro dieci monete dโoro, dicendo: โFatele fruttare fino al mio ritornoโ. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: โNon vogliamo che costui venga a regnare su di noiโ. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornรฒ e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
ย
Si presentรฒ il primo e disse: โSignore, la tua moneta dโoro ne ha fruttate dieciโ. Gli disse: โBene, servo buono! Poichรฉ ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci cittร โ.
ย
Poi si presentรฒ il secondo e disse: โSignore, la tua moneta dโoro ne ha fruttate cinqueโ. Anche a questo disse: โTu pure sarai a capo di cinque cittร โ.
ย
Venne poi anche un altro e disse: โSignore, ecco la tua moneta dโoro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminatoโ. Gli rispose: โDalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perchรฉ allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno lโavrei riscosso con gli interessiโ. Disse poi ai presenti: โToglietegli la moneta dโoro e datela a colui che ne ha dieciโ. Gli risposero: โSignore, ne ha giร dieci!โ. โIo vi dico: A chi ha, sarร dato; invece a chi non ha, sarร tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a meโยป.
ย
Dette queste cose, Gesรน camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.
Parola del Signore
