Le vergini prudenti
La parabola delle vergini prudenti si conclude con un invito a Vegliare.
Stare svegli. Una parola che attraversa la Bibbia e la tradizione cristiana è “discernere”. Discernere non è giudicare, ma accettare che una luce che viene da Dio si posi sulla realtà, su di me, sugli altri perché veda nuovamente, che pensi di nuovo. Discernere è rinunciare a credersi maestri del bene e del male per imparare il reale con Dio. Discernere è praticare ogni giorno con Dio ciò che Cristo ha fatto ogni giorno nella sua vita; non lasciarsi imbobinare dagli slogan del giorno dai buoni sentimenti, dalle apparenze. La vita di Dio è troppo preziosa per lasciarsi amalgamare con le sue imitazioni.
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La parabola è un invito al discernimento.
La parola centrale è “Vegliare”. Non significa stare svegli durante la notte, ma la vigilanza deve ispirare tutte le nostre operazioni quotidiane. Come nelle parabole precedenti è soprattutto dall’esempio negativo (il servo cattivo, le vergini stolte) che si apprende la lezione della parabola. Cinque ragazze da una parte e cinque dall’altra. Viene la notte per le une e per le altre che attendono lo sposo. Si addormentano tutte, le lampade ardono e l’olio si consuma. Alcune avevano riempito la riserva dell’olio le altre non completamente. Qui parte il discernimento. Tutto è uguale, ma non il dettaglio, un dettaglio che cambia tutto perché è un dettaglio che di fatto cambia perché è rivelatore di una realtà profonda che nasconde apparenze. La differenza diviene percepibile quando lo sposo tarda a venire e questo ritardo permette di far apparire quello che di fondo aspettavano le une e le altre.
Cinque erano veramente là per lo sposo: avevano fatto il pieno dell’olio, in caso di ritardo, avevano deciso di resistere fino alla fine della notte se era necessario. Le altre cinque davano la presenza: fa bene aspettare lo sposo, crea un ambiente caldo, una certa coesione, si sono riunite in gruppo con le loro compagne, ma senza veramente desiderare lo sposo. Hanno preso l’olio per una attesa limitata nel tempo, l’attesa prevista e niente più. Sono là non per la gioia di incontrare lo sposo o per partecipare alla gioia nuziale.
Arriva lo sposo. Le ragazze imprudenti chiedono l’olio alle altre che si rifiutano di darglielo per non rimanere loro senza.
Mandano le loro compagne dai venditori. In effetti era solo quello il luogo per procurarsi l’olio. Ma il mercato è un mondo di commercio del pago-prendo.
Mentre sono partite arriva lo sposo. Le ragazze con le lampade entrano nella sala e la porta viene chiusa. “Il Signore è buono e lascia la porta aperta”. Niente affatto. Alla luce del regno che viene non è possibile fare “come se”. “Io non vi conosco”: risponde lo sposo quando arrivano. Condanna? No. Costatazione. Il mondo e il regno hanno valori differenti. Le “stolte” non potranno abituarsi alla logica del regno; sono straniere.
La Vigilanza non è solo un’attesa paziente della parusia, tanto meno un’attesa paralizzante del giudizio, ma il migliore uso possibile dei doni che Dio ci ha fatto delle poche cose che ha messo a nostra disposizione. La vita con Cristo conduce molto più lontano. Cristo ha ancora tanto da insegnarci.
Fai il pieno dell’olio se vuoi veramente aspettarlo: lo Sposo viene e l’unione con Lui ce lo insegnerà.
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