La sublime conoscenza di Cristo
L’invito alla conversione da parte di Gesù si fa sempre più pressante via via che ci avviciniamo alla Pasqua. Oggi vediamo la scena dell’adultera presentata a Gesù dagli scribi e dai farisei, prima di procedere alla lapidazione, per sentire anche il suo parere. “La legge di Mosè ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. La legge è legge e “la legge è uguale per tutti”, per cui se non sei d’accordo sei contro la legge di Mosè che viene direttamente da Dio.
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Le cose sono cambiate perché “la pienezza della legge è l’amore” per cui se questa donna riconosce il suo peccato e propone di non peccare più compie la legge, è nella pienezza della legge. Ma Gesù prende un’altra strada che serve anche agli accusatori che sanno che quest’uomo legge le coscienze e può rivelare cose non piacevoli; infatti, si mette a scrivere per terra e uno dopo l’altro se ne vanno. Gesù vuol dare a noi il perdono anche dei peccati peggiori, quale l’adulterio. L’adultera siamo noi tutte le volte che tradiamo il Signore, la nostra alleanza con Lui; l’adulterio è il simbolo più eloquente del tradimento dell’alleanza con Dio.
Dopo tutto il nostro cammino di conversione Dio cosa ci offre? Perché convertirci?
San Paolo ci risponde nella seconda lettura scrivendo ai Filippesi: “Conoscere Lui, la potenza della sua resurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventando conforme alla morte con la speranza di giungere alla resurrezione dei morti”. Conoscere il Cristo che poi ci rivela il Padre è la ragione per cui val la pena convertirci. Essere ammessi a penetrare le ininvestigabili ricchezze di Cristo, Creatore di ogni cosa. Entrare nei segreti di Dio. Essere concittadino dei santi e familiare di Dio.
La prima conversione è il Battesimo quando ci viene data la fede e stabilisce la differenza tra i battezzati e i non battezzati. Tutti siamo figli di Dio, anche gli ebrei, i musulmani e ogni uomo perché Gesù ci ha salvati tutti, ma soltanto i battezzati hanno il dono della fede per cui sanno che tutti siamo stati salvati da Gesù che è l’unico Salvatore degli uomini. Alla Samaritana Gesù dice: “Se tu conoscessi il dono di Dio!”. Conoscere il dono di Dio è penetrare, vedere, sperimentare in anticipo “ciò che orecchio non ha mai udito, né occhio ha mai visto e cuore umano ha mai sperimentato, ciò che Dio ha preparato a coloro che lo amano”. Per conoscere Lui, Paolo “ha lasciato perdere tutte le cose e le considera come spazzatura al fine di trovare Cristo ed essere trovato in Lui”. E Paolo, che ha fatto tutto questo, non lo ha ancora conquistato, ma “mi sforzo di conquistarlo perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo”.
Come è possibile che un uomo possa lasciare tutto, come dice San Paolo, considerando tutte le altre cose come spazzatura? Perché fin dal primo passo della conversione Cristo ci viene incontro col suo Spirito e mette nel cuore del credente una irresistibile nostalgia di Lui, capace di calmare tutte le inquietudini del cuore, orientandolo soltanto verso di Lui: “Dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù in Gesù Cristo”.
Abbiamo i giorni contati per giungere alla Pasqua e rinnovare il dono del nostro Battesimo: Dio si ripropone e noi lo accettiamo, è l’Alleanza Pasquale.
Grandi sono le attese di Dio nei nostri confronti, non deludiamo il Signore, prepariamo una vera confessione pasquale. Per “non ricordare più il passato, non pensare più alle cose antiche”, il Signore ci dice: “Ecco faccio nuove tutte le cose, proprio ora germogliano. Non ve ne accorgete?”
