La Famiglia Santa
Dopo aver accolto Gesù nel suo Natale tra di noi, Lui stesso ci presenta la Sua Famiglia. Proprio perché era la sua si chiama Santa Famiglia, non tanto perché era fatta dall’Immacolata Concezione e dall’Uomo Giusto, ma perché c’era Lui, il solo Santo, Colui che rende sante tutte le cose.
Si dice che Natale è la festa delle Famiglie, infatti è tradizione, ancora viva in certe parti, riunire le famiglie dell’unico ceppo a trascorrere, tra pranzi e cene, il tempo di Natale.
L’occasione ci impone di pensare alle nostre famiglie e senza la fatica di fare statistiche, che nella confusione dei numeri spesso alienano dalla realtà, purtroppo possiamo dire che la famiglia in diverse parti del mondo è in crisi. A Roma si parla del 50% di divorzi, sono in aumento le convivenze e in spaventoso calo i matrimoni, non soltanto religiosi, ma anche civili. Crolla così la struttura fondamentale della società. Come conseguenza la crisi delle nascite è naturale.
Senza Cristo è inconcepibile l’indissolubilità del matrimonio. I Romani, Gaio, ci ricorda che il fondamento del matrimonio è l’ affectus maritalis che può anche finire per cui è naturale il divorzio. Oggi l’ affectus maritalis è corrotto da una società, che rende tutto liquido, e dalla pornografia che, in spaventoso aumento durante il covid, ha scardinato i migliori sentimenti dell’affettività umana.
Cosa fare? Gesù è il Redentore della famiglia. È Lui che col Suo Spirito rende stabile l’amore umano riportandolo alla sua origine di realtà eterna, per sempre.
Quando due giovani si presentano davanti all’altare ad offrire a Dio la cosa più bella del mondo, il loro amore, con l’idea di far nascere una famiglia, Dio si impossessa di loro e trasforma il loro amore da amore umano in cristiano, da amore naturale in soprannaturale. Da quel momento, quando gli sposi si amano lo fanno con l’amore di Dio che è davvero eterno e infinito. Da quel momento Dio si rende presente nella loro famiglia rendendola feconda e unita. Diventa cellula fondamentale della società, superiore a tutte le organizzazioni sociali e, insieme alla persona, fondamentale soggetto di diritto che nessuno può violare senza offendere Dio.
La famiglia è tutto. È il capolavoro che ogni uomo è chiamato a creare insieme a Dio Creatore. Con buona pace di chi ha tolto la paternità dai documenti personali in rispetto della “privacy”, ciascuna persona porta nella propria esistenza, non solo nel DNA, la propria ereditarietà, la propria famiglia. Ho la gioia di essere figlio di un galantuomo con la sicurezza di non essere smentito da nessuno.
Una delle immagini che mi ha colpito di più sull’argomento è stato il monumento ai Bambini uccisi durante la Shoah a Gerusalemme. Si è introdotti attraverso un lungo e stretto corridoio in un immenso firmamento buio punteggiato da migliaia di piccole luci. Al centro l’unica luce di una fiaccola. Il clima di silenzio era scandito da nomi di bambini ebrei uccisi con la relativa età. La guida ci spiegò che tutte quelle piccole luci erano soltanto un gioco di specchi su cui si rifletteva l’unica fiaccola centrale per dimostrare che, spegnendo quella, tutte le altre si sarebbero spente: chi uccide un bambino uccide un intero popolo.
È stato dolorosamente facile applicare la cosa alle famiglie: quando si spegne una famiglia si spegne un intero popolo.
L’universo dell’umanità si riaccenderà quando si riaccenderanno le famiglie. Per questo Gesù viene.
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