mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 15 Giugno 2025

Domenica 15 Giugno 2025 - SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 16,12-15

Data:

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Festa della S.S. Trinità

Ogni domenica è la festa di Dio, quindi della Trinità, però una volta all’anno, a conclusione delle feste della nostra Redenzione legate al mistero pasquale, la Chiesa ci propone la vita stessa di Dio che ripetiamo facendo il segno della Croce. Ma difficilmente percepiamo perché Gesù abbia voluto rivelarci l’esistenza della sua Famiglia divina.

Ha voluto avere una famiglia umana con Maria e Giuseppe, ma ha anche voluto rivelarci i segreti della sua Famiglia Divina. Segreti che sono riservati soltanto a coloro che credono in Lui e che appartengono all’essenza della nostra esistenza, perché la Famiglia divina di Gesù è e sarà anche la nostra origine e la nostra abitazione per tutta l’eternità.

La Chiesa ci presenta la Trinità come uno dei misteri principali della nostra fede insieme all’incarnazione, passione e morte di Gesù; ma questo non vuol dire che la Trinità sia lontana da noi, irraggiungibile, come lo è per la nostra mente ‘appunto è un mistero’, anzi ci è vicinissima, siamo addirittura abitati dalla Trinità, come ci ricorda San Paolo: “Siete Tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in voi”.

Con la mente non è possibile capire, spiegare il mistero di un solo Dio in tre persone, ma col cuore è possibile percepirne l’esistenza e addirittura agire con ciascuna di esse. Se la Teologia ha il limite del mistero, i mistici ci soccorrono con la loro esperienza. Sant’Agostino, che percepiva la sua presenza, riconosce di essere incapace di una spiegazione e nel suo trattato della Trinità si ferma adorante e umile davanti al mistero.

Una mistica ci offre la sua esperienza mettendoci sulla buona strada per condividere la vita con le tre persone della Trinità che abitano in noi. È Santa Elisabetta della Trinità, una monaca carmelitana che ha esplorato il mistero ed ha vissuto la sua vita in comunione con la Trinità.

Fermati, fai silenzio, adora e domanda alla Trinità che ti introduca alla sua divina presenza, “rimani immobile come se la tua anima fosse nell’eternità”. Lasciati pacificare, lascia che Dio si riposi in te e chiedigli di risvegliare la tua fede offrendola alla sua azione creatrice, lasciati creare, il Padre continuerà la sua opera in te. Sei nelle mani di Dio, la tua vita si sta srotolando come un filo d’oro che esce dalle mani del Padre.

Chiedi al Figlio, che desideri amare fino a morire, di assimilare la tua anima alla sua, avere gli stessi suoi sentimenti, di sostituirsi a te perché chi ti vede trovi Lui. Chiedigli di essere il tuo adoratore del Padre, il tuo Riparatore, il tuo Redentore. Digli che vuoi passare tutta la tua eternità ad ascoltarlo per imparare tutto da Lui. In tutte le notti della tua vita, digli che desideri stare con Lui, Astro luminoso della tua vita. Non uscire mai dalla luce del suo splendore.

Chiedi allo Spirito Santo che venga in te a fare quello che fece con Maria. Offrigli la tua carne perché si incarni di nuovo e Gesù prenda una nuova umanità, la tua, per rinnovare in te tutto il suo mistero. Chiedigli di avvolgerti con la sua ombra, perché il Padre veda in te il Figlio in cui ripone tutte le sue compiacenze.

Elisabetta della Trinità conclude coì la sua preghiera: “O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, solitudine infinita, Immensità nella quale mi perdo, mi offro a voi come una preda. Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in voi, aspettando di andare a contemplare nella vostra luce, l’abisso delle vostre grandezze.

Non spaventino nessuno le altezze della preghiera di questa mistica! Siamo tutti chiamati all’esperienza di Dio presente in noi. Tutti siamo fondamentalmente dei mistici e “i cristiani di domani o saranno dei mistici o non saranno” ci ricorda Rahner.

Ritroviamoci tutti adesso nell’esperienza della nostra casa comune: la Trinità.

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