Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 29 Gennaio 2023

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29 GENNAIO 2023 – IV DOMENICA T. O. [A]

Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Chi è beato sulla terra e nei cieli eterni? Chi si lascia, per opera dello Spirito Santo, trasformare la natura secondo Adamo, natura di tenebra, di concupiscenza, di morte in natura di luce e di vita sempre sotto il governo, la mozione, la conduzione dello Spirito Santo. La natura di Cristo – parliamo della natura del vero uomo: in Cristo vi è anche la natura del vero Dio – è povera in spirito, perché interamente, totalmente consegnata al compimento della volontà del Padre suo. I suoi desideri sono quelli del Padre suo. I suoi pensieri sono quelli del Padre suo. La sua volontà è tutta quella del Padre suo accolta come sua volontà. La Parola da vivere è quella del Padre suo, Parola scritta nella Legge, nei Profeti, nei Salmi accolta come sua personale Parola alla quale dare ogni compimento. Così il Salmo: “Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo. Nel rotolo del libro su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio, questo io desidero; la tua legge è nel mio intimo». Ho annunciato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi: non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia dentro il mio cuore, la tua verità e la tua salvezza ho proclamato. Non ho celato il tuo amore e la tua fedeltà alla grande assemblea” (Sal 40,7-11). Gesù è nel pianto perché lui piange per espiare tutti i peccati del mondo e li espia affiggendoli nel suo corpo sulla croce. Così la Lettera agli Ebrei: “Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchìsedek” (Eb 5,7-10).

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Gesù è mite perché ha sopportato ogni insulto, ogni ingiuria, ogni percossa, ogni frustata, gli stessi chiodi nella più grande santità. Dice l’Apostolo Pietro sulla mitezza di Cristo Gesù: “Anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime (1Pt 2,21-25). Gesù ha fame e sete di giustizia perché lui vive solo per fare la volontà del Padre suo. Leggiamo nel Vangelo secondo Giovanni: “Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia».

Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera». (Gv 4,31-34). Gesù è misericordioso perché ha dato ogni istante della sua vita per la nostra riconciliazione con il Padre. Non c’è misericordia più grande del dono della propria vita per la salvezza del mondo. Gesù è puro di cuore, perché mai, neanche sulla croce, ha permesso che entrasse in esso neanche una particella invisibile di peccato. Il suo cuore è terso come è terso il cuore del Padre suo.

LEGGIAMO IL TESTO DI Mt 5,1-12a.

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Gesù è operatore di pace perché attraverso il suo sacrificio ha creato in Lui la pace tra il Padre suo e quanti credono nel suo nome per essere salvati: “Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini.

Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (Ef 2,14-18). Gesù è il perseguitato per la giustizia. È stato Crocifisso per aver annunciato e vissuto la purissima Parola del Padre suo. Lui è stato anche sempre insultato, disprezzato, calunniato, accusato di bestemmia, oltraggiato a causa del nome del Padre suo che sempre ha difeso nella sua purissima verità e santità. La Madre di Dio ci ottenga questa purissima grazia: raggiungere nella nostra nuova natura la perfetta conformazione alla natura di Cristo Gesù.

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