Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 28 Febbraio 2021

Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!

II DOMENICA DI QUARESIMA 28 FEBBRAIO (Mc 9,2-10)

Nei Salmi si annunzia che il Cristo o il Messia è figlio di Dio per generazione oggi e anche nel seno dell’aurora: “Perché le genti sono in tumulto e i popoli cospirano invano? Insorgono i re della terra e i prìncipi congiurano insieme contro il Signore e il suo consacrato: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via da noi il loro giogo!». Ride colui che sta nei cieli, il Signore si fa beffe di loro. Egli parla nella sua ira, li spaventa con la sua collera: «Io stesso ho stabilito il mio sovrano sul Sion, mia santa montagna». Voglio annunciare il decreto del Signore. Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedimi e ti darò in eredità le genti e in tuo dominio le terre più lontane. Le spezzerai con scettro di ferro, come vaso di argilla le frantumerai»” (Sal 2,1-9). “Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici! A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato. Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek»” (Sal 110 (109) 1-4). Questa parole, nel rigido monoteismo ebraico erano di difficilissima interpretazione.

Nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù, per non essere lapidato, si appella al Salmo dicendo una verità universale, ma tacendo la verità particolare che in quel frangente non poteva essere detta: “Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani” (Gv 10,31-39). Per l’affermazione della verità particolare urge attendere altri momenti e altri tempi. Oggi Gesù sale sul monte. Rivela ai suoi discepoli tutta la sua gloria, che è gloria come di Unigenito del Padre pieno di grazia e verità. Il Padre dal cielo conferma questa gloria, attestando e rivelando la sua vera figliolanza: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». Perché il Figlio amato va ascoltato? Perché Lui conosce tutto del Padre, tutto del suo cuore, tutto della sua Parola: “Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18). Verità unica. Essa è solo di Cristo Gesù.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Oggi è questa verità che si vuole negare di Cristo Gesù. Se non la si nega formalmente, la si nega tacendola e facendo comprendere che Lui è come ogni altro uomo. È questa non chiara confessione della verità di Gesù Signore che sta creando tanta confusione oggi nella Chiesa. Molti cuori sono smarriti e altri preoccupati.

Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fate che confessiamo Gesù secondo verità.

Fonte@MonsDiBruno

Nota: Questo commento al Vangelo è gratuito pertanto l’autore non autorizza un fine diverso dalla gratuità.

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