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Mons. Angelo Spina – Commento al Vangelo del 3 Ottobre 2024

Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo

Nel Vangelo di oggi, preso da Luca, al capitolo 10, dal versetto 1 e seguenti, leggiamo:

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“Dopo questi fatti, il Signore designò altri 72 e li inviò a due a due davanti a sé, in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: ‘La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe.'”

Colpisce subito, in questo Vangelo, la libera iniziativa di Gesù, che chiama, dopo gli apostoli, altri 72 discepoli e li invia. È Lui che chiama e invia, non fa nessun esame, perché quando Lui chiama e manda, fa tutti i doni necessari a vivere la chiamata.

Tutti noi, con il battesimo, abbiamo ricevuto la chiamata ad essere discepoli missionari. Questa iniziativa è dovuta alla gratuità di Dio Padre, che innesta la nostra vita in quella di Cristo:

“Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.”

Non ci innestiamo da soli: siamo tralci scelti per far scorrere in noi la linfa vitale, la vita stessa di Gesù. Nella Chiesa, tutti abbiamo ricevuto la vocazione a una vita di comunione con il Padre, attraverso il Figlio, grazie alla docilità dello Spirito Santo.

Gesù si fida e invia i discepoli a continuare nel mondo la sua missione fino alla fine dei tempi. È un mandato difficile, non solo perché la messe è molta e gli operai sono pochi, ma perché gli inviati devono affrontare ogni insidia e difficoltà dovute a persecuzioni, affrontandole come agnelli in mezzo ai lupi. Non portano con sé nessuna cosa, si fidano solo di Colui che li manda, a portare pace e a stare accanto a chi soffre.

A tutti auguro una serena e buona giornata, nella pace del Signore.