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Mons. Angelo Spina – Commento al Vangelo del 23 Ottobre 2024

Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo

Nel Vangelo di oggi, preso da Luca, il capitolo 12, dal versetto 39 seguenti, leggiamo: “Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo.”

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Restiamo sconvolti quando si assiste alla violazione della propria intimità domestica da parte di ladri che rubano, scassinano e mettono a soqquadro le case, cosa molto frequente ai nostri giorni. Si viene presi di sorpresa, senza avviso. Con questa forte immagine, Gesù ci fa capire l’imprevedibilità della sua venuta.

Chi fa dipendere la sua vita dalle cose che ha, considera la morte come un ladro; chi attende il Signore, considera la morte come l’incontro desiderato con lo sposo.

Tutta la vita è una preparazione a questo incontro. Man mano che cresciamo, facciamo l’esperienza drammatica e nello stesso tempo sublime che non tutto è nel nostro potere, non tutto è nelle nostre mani. Anzi, possiamo prevedere e programmare ben poche cose, perché l’imprevisto è sempre in agguato.

Questo sentimento può portarci a due destinazioni: una è l’ansia per l’inconsistenza di tutte le cose; l’altra è la fiducia nel Signore, che ha in mano la sorte di tutti gli uomini, di cui si prende cura.

L’uomo non è un possidente, ma un amministratore di beni che ha ricevuto e che non sono suoi. Tutto ciò che è e ha, è dono di Dio, e tale deve restare. Occorre restare desti e non cedere a quel sentimento di nihilismo, oggi tanto diffuso e di moda.

L’uomo che non attende nessuno, che non si sente atteso da nessuno, cade certamente in un lassismo che inevitabilmente lo abbrutisce. Gesù prospetta la vita come una veglia di attesa operosa, che prelude al giorno luminoso dell’eternità. E per potervi accedere, bisogna essere pronti e svegli.

A tutti auguro una buona e serena giornata nella pace del Signore.