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Mons. Angelo Spina – Commento al Vangelo del 17 Dicembre 2024

Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo

Nel Vangelo di oggi, preso da Matteo al capitolo primo, dal versetto 1 e seguenti, leggiamo:
“Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù, chiamato il Cristo.”

Il Vangelo di Matteo riporta la genealogia, potremmo dire la carta d’identità di Gesù, per mezzo dell’elenco degli antenati. L’evangelista ci racconta chi è Gesù e come Dio agisce in modo sorprendente per compiere la sua promessa.

Sulle nostre carte d’identità c’è il nostro nome e il cognome. Alcune persone, per dire chi sono, ricordano i nomi dei loro genitori, dei nonni e delle nonne. La carta d’identità di Gesù ha molti nomi.

Nell’elenco dei nomi c’è una grande novità: in quel tempo, le genealogie indicavano solo il nome degli uomini. Per questo sorprende che Matteo metta anche cinque donne tra gli antenati di Gesù: Tamar, Rahab, Rut, la moglie di Uria e Maria.

La lunga genealogia di Matteo vuole mostrare che, come figlio di Davide, Gesù porta a pieno compimento le promesse che Dio aveva fatto per mezzo dei profeti. Come figlio di Abramo, realizza perfettamente la promessa fatta al capostipite del popolo di Dio:
“In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra. Ti renderò molto, molto fecondo.”

La genealogia mette in evidenza la continuità tra la storia di Israele e la missione di Gesù, e ci prepara a capire il Vangelo, secondo il quale la Chiesa fondata da Gesù è il vero Israele di Dio e l’erede di tutte le sue promesse.

Tutta la genealogia rimanda a Gesù Cristo, unico e vero Salvatore del mondo, nato da Maria. La salvezza di Dio viene da lontano, ma si realizza pienamente in lui. Solo il suo Natale porterà gioia vera a tutti.

Auguro una serena giornata e buona a tutti voi, nella pace del Signore.