Genealogie e generazione, generatività, e dare la vita. C’è una con-catenazione di successivi parti. Così è per tutti gli uomini e le donne, così è stato anche per Gesù. Gesù ha deliberatamente scelto di entrare nella catena delle generazioni umane, lui che per il suo essere Creatore ne era completamente sciolto.
Quindi la “catena” dell’albero genealogico è diventata terreno di salvezza, storia personale e familiare di redenzione: è un bel messaggio per noi “narcisisti planetari” che spesso viviamo come esseri assoluti – cioè sciolti, slegati – da tutto e da tutti e ci proiettiamo in avanti sradicati, cioè strappandoci dalle nostre radici.
Gesù ama l’umanità perché ama la propria storia umana che è intessuta anche attraverso la catena della propria genealogia. Ama le sue radici e tuttavia non ne rimane imbrigliato, saprà ascoltare la voce dello Spirito che lo porta a compiere la volontà del Padre in modo unico, originale e imprevedibile, lontano dalle proprie origini.
Il numero 14 (sette per due) ripetuto tre volte ci parla di una pienezza che in Gesù si compie, ma ci suggerisce anche una rilettura spirituale e profonda sulla nostra storia familiare: sulla nostra generazione occorre ritornare, scavare, rileggere, riconoscere la presenza discreta e luminosa del Signore della vita. Spesso non è facile.
Andrea Piccolo SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
