Meditazione di Mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Nel Vangelo di oggi, preso da Matteo al capitolo 17, dal versetto 10 e seguenti, leggiamo:
«Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?»
E gli rispose:
«Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto. Anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto.»
Le parole del Vangelo di oggi vengono pronunciate dopo l’esperienza della Trasfigurazione, dove Pietro, Giacomo e Giovanni avevano visto Gesù che conversava con Mosè ed Elia.
Essi conoscevano bene la tradizione: Elia era stato rapito in cielo e sarebbe tornato per preparare il popolo ad accogliere il Messia. Ai loro occhi, Gesù appariva indiscutibilmente come l’inviato di Dio, e questa verità era ancora più evidente dopo l’esperienza da loro vissuta sul monte.
Da queste nacque la domanda:
«Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?»
E Gesù dona una sconcertante chiave di lettura: l’Elia atteso, in realtà, era già venuto. Si trattava di Giovanni il battezzatore, che, come Elia, pieno di zelo e di rabbia, si era scagliato contro il malcostume del popolo.
Ma, ammonisce Gesù, Elia non è stato riconosciuto. Il Battista è stato visto come un fenomeno — diremmo oggi — da baraccone. Per poco tempo ci si è lasciati illuminare dalla sua predicazione, ma poi tutto è sfiorito.
Giovanni offre a Gesù l’occasione per ribadire che la sua missione si compie nella sofferenza, lontano da ogni trionfalismo. Tragico destino dei profeti di ieri e di oggi, dei santi di tutti i tempi, troppe volte scambiati per fenomeni — come dicevo prima — da baraccone, ignorati e non accolti. Suscitano stupore e ammirazione senza produrre conversione. Spesse volte vengono messi da parte.
Attenti a non ripetere lo stesso errore!
Impariamo a riconoscere i tanti segni di profezia che accompagnano la nostra vita, senza sminuirli o interpretarli.
Elia, Giovanni Battista e tanti profeti sulle strade del nostro tempo ci ammoniscono a stare desti, a convertirci, a non lasciarci impigrire nell’attesa del ritorno del Signore Gesù. L’attesa della fine dei tempi.
A tutti auguro una serena e buona giornata nella pace del Signore.
