Il potere della cura
Gesรน ha appena annunciato la venuta del Regno dei cieli con le guarigioni operate intorno al lago di Tiberiade e sente compassione delle folle stanche e sfinite. Lโumanitร del nostro tempo non รจ cosรฌ diversa! Anche oggi lโincarnazione del Verbo di Dio รจ segno di una speranza possibile, del grande amore che Dio ha per noi uomini e donne sempre piรน feriti e perduti.
Gesรน, mosso da questa compassione fino alle viscere, dona parole di misericordia e di speranza, compie gesti di guarigione e sfama le folle che lo seguono e invia i dodici.
Sempre la missione del discepolo del Signore deve partire dalla stessa compassione che nasce da uno sguardo e daย gesti di tenerezza verso ogni uomo o donnaย che incontriamo nella vita. Quella tenerezza che papa Francesco tante volte ci ha mostrato concretamente. Tenerezza che nasce dal sapere riconoscere nel cuore di ogni essere umano la sofferenza che vi abita nascosta, di cui dobbiamo prenderci cura prima ancora di giudicarla o condannarla, questa รจ la nostra chiamata.ย
Lโautoritร e il potere che Gesรน dร ai suoi inviati รจ il potere di prendersi cura, questa cura concreta, solida, semplice e umana sarร segno per tutti che il Regno dei Cieli รจ vicino. Gesรน non manda i discepoli a predicare una teologia, o a difendere dei dogmi, ma a prendersi cura di ogni malattia o infermitร , per questo i discepolisono inviati disarmati: solo cosรฌ infatti possono essere annunciatori credibili della pace che รจ il Signore Gesรน presente nelle nostre vite.
Lโautore del vangelo ci dร la lista dettagliata dei dodici, Marco precisa che Gesรน scelse questi dodici perchรฉ stessero con lui. Ciascuno di noi รจ chiamato e inviato da Gesรน non per annunciare sรฉ stesso, il proprio progetto, le proprie idee, ma solo la venuta prossima del suo regno di Gloria in cui a tutti gli uomini sarร annunciata la misericordia perchรฉ Dio asciugherร le lacrime su ogni volto.
Lโannuncio sarร efficace e credibile perchรฉ semplice riflesso della comunione tra il maestro e il discepolo, inviato ad agire e parlare in mezzo agli uomini e alle donne del suo tempo come Gesรน, facendo del bene e guarendo.
Conosciamo i dodici: i vangeli ci parlano anche di loro, della loro umanitร , della loro condizione a volte umile e povera, dellaย fatica nellโandare dietro a questo maestro che sembra voler sovvertire tutte le convenzioni sociali e religioseย del suo (โฆ e nostro) tempo. Ma conosciamo anche le cadute e i fallimenti, lโincapacitร di comprendere e di credere, le paure e lโillusione di perseguire e applicare a Gesรน il proprio progetto, illusione che per Giuda si rivelerร mortifera. Anche il lettore piรน semplice del vangelo ricava lโimpressione che questo gruppo siaย tuttโaltro che unโรฉlite scelta di perfetti, primi della classe chiamati a diventare maestri del resto dellโumanitร .ย
Lโesclusivitร dellโannuncio al popolo dโIsraele รจ propria di Matteo che probabilmente scrive per una comunitร di giudeo-cristiani. Ma Gesรน stesso negli incontri che farร in terra straniera, dalla samaritana, al centurione romano, alla donna siro-fenicia si lascerร convertire dalla sofferenza, dal desiderio profondo che abita il cuore di queste persone.
Anche noi prima ancora di portare Cristo, dobbiamo essere pronti a incontrarlo nellโaltro, chiunque altro, pronti a lasciarci convertire da ogni incontro in cui sappiamo riconoscere il desiderio profondo cha abita il cuore di ogni uomo, quello di essere amato cosรฌ come egli รจ, quello di essere riconosciuto nella sua libertร e dignitร di figlio di Dio.
fratel Nimal
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
- Pubblicitร -
Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui
