Aut aut: o Dio o la ricchezza
La nostra pericope, cioรจ la porzione del Vangelo per oggi, รจ il seguito del la parabola di quellโamministratore, forse disonesto ma di certo scaltro, che Gesรน porta alla nostra ammirazione.
E comincia con la sua interpretazione della parabola: โFatevi amici con la disonesta ricchezza perchรฉ quandโessa verrร a mancare vi accolgano nelle dimore eterneโ.
Gesรน dice che lโentrata nel Regno dei cieli avviene se vi si รจ accolti dai poveri ai quali appartiene. E i poveri, questi eredi del Regno per diritto divino, ci accoglieranno se potranno riconoscerci, cioรจ se noi avremo saputo vederli e incontrarli fino a farceli amici, condividendo con loro ciรฒ che credevamo erroneamente nostro: i nostri beni e i nostri tanti privilegi.
E Gesรน dice il suo aut-aut: โNon potete servire Dio e la ricchezzaโ. Gesรน dice che il denaro รจ un padrone assoluto e non un mezzo al nostro servizio come ci illudiamo ancora oggi. Che la ricchezza รจ lโidolo piรน potente di tutti che ci sequestra al suo servizio facendo di noi dei servi suoi. E dunque non si puรฒ essere discepoli di Gesรน e servi del denaro, perchรฉ il Signore Dio ci ha liberati da ogni schiavitรน perchรฉ fossimo liberi.
Solo come servi di Dio possiamo vivere nella libertร , cioรจ nella fiducia in Dio, nella fede che รจ fiducia nellโamore di Dio per lโumanitร e la creazione tutta. Perchรฉ lโamore gratuito che Dio ci dona e ci ispira รจ lโunica signoria che ci fa liberi, lโunica capace di liberarci dalla tirannia del nostro io e di aprirci alla comunione.
La ricchezza รจ disonesta solo finchรฉ รจ con me: perchรฉ non mi appartiene essendo lโaccumulo di beni altrui; ed essere fedeli nel poco รจ restituirla ai poveri cui appartiene per mezzo della condivisione con loro. Solo cosรฌ attenderemo alla nostra vera ricchezza: lโamicizia dei poveri giร qui e poi lโaccoglienza nel Regno.
In unโaltra occasione Gesรน aveva legato il tema della ricchezza allโimpuritร : โdate in elemosina ciรฒ che avete nel piatto, e tutto per voi sarร mondoโ. La vera impuritร , la lebbra umana e spirituale, รจ la nostra incapacitร di comunione, e la condivisione dei beni coi poveri ne รจ la sola medicina (Lc 11,41).
Per convincerci del potere schiavizzante del denaro il Vangelo fa anche lโesempio di chi si beffa di Gesรน essendo attaccato al denaro: dimostrando lโincompatibilitร tra la fiducia in Dio e la ricchezza. Anche questa parola, sempre vera e verificabile anche in noi stessi, dovrebbe convincerci e metterci in guardia.
Poi Gesรน nella parabola del ricco e di Lazzaro che concluderร il suo discorso, dirร che al cuore delle Scritture cโรจ la giustizia: infatti non cโรจ profeta che non abbia gridato contro lโingiustizia dei ricchi e dei potenti che creano, umiliano e affamano i poveri. E oggi conferma che neppure un apice di esse cadrร : perchรฉ Dio ama appassionatamente i poveri che noi non vogliamo neppure vedere e sta sempre dalla loro parte, che รจ anche la sua.
sorella Maria
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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