Non nascondiamoci di piรน
Nel vangelo di oggi leggiamo โuna parabolaโ che Gesรน rivolge a farisei e scribi di cui ha sentito la โmormorazioneโ perchรฉ vedono che โaccoglie tutti i pubblicani e peccatoriโ e addirittura mangia con loro (cf. vv. 1-2). Il mormorare รจ una contestazione espressa a denti stretti, un borbottio interiore che Gesรน coglie e a cui vuole rimediare rivolgendo loro la parola.
ร un segno della pazienza, della disponibilitร a lasciare una possibilitร , anche per loro, di un cambiamento, di una โconversioneโ, come la pecora e la moneta che โritornanoโ โ altro modo per esprimere la conversione โ da dove si sono perse. Il pastore e la donna, che cercano e trovano ciรฒ che hanno perso, sono allora un ritratto del volto di Dio che Gesรน non si stanca di raccontare e testimoniare. Possiamo sottolineare questi tratti.
Perdersi, smarrirsi sono collegati alla separazione dagli altri e lโeffetto della ricerca รจ proprio un riportare alla comunione. Con gli altri e con colui che ha portato a termine la ricerca.
Pastore e donna non lesinano sforzi per cercare ciรฒ che hanno perso. In entrambi i casi sembra che abbiano loro stessi una responsabilitร per aver perso pecora o moneta. E rimediano andando per il deserto a cercare la pecora o spazzando con accuratezza la case โfinchรฉ non trovanoโ (cf. vv. 4.8), senza soste, con apprensione, con determinazione. Sono immagine del Signore, del Dio che fin dal principio va alla ricerca dellโuomo che si smarrisce! Dโaltra parte spesso nella Scrittura troviamo che il popolo di Israele รจ paragonato a un gregge e il pastore รจ immagine di Dio e della cura che ha per il โsuoโ popolo. Oppure sappiamo che ogni uomo รจ immagine e somiglianza di Dio, proprio come sulla moneta รจ riportata lโeffigie di colui a cui appartiene. Ecco quindi che le parole di Gesรน ci ricordano che il nostro Dio ci cerca, ha il desiderio di non perderci, di riportarci insieme a coloro che hanno giร sperimentato e vivono la comunione con lui (le novantanove pecore o le nove monete).
Anche se questa comunione si sfalda, viene meno, cโรจ sempre una possibilitร di ristabilirla. ร questo il senso della conversione, che si puรฒ descrivere come un rivolgere il nostro sguardo verso colui che ci cerca. Senza temere, senza la paura che Adamo sente dentro di sรฉ nel giardino dellโin principio (cf. Gen 3,10). Senza avere paura del nostro essere smarriti, soli. Perchรฉ ognuno di noi รจ prezioso agli occhi di Dio ed รจ verso quegli occhi che ci viene chiesto di rivolgere i nostri!
Pecora e moneta non fanno nullaโฆ tutto รจ dovuto allโopera di chi le ricerca! Quasi a dire: ci รจ chiesto solo di non nasconderci ancora di piรน.
E alla fine della ricerca ecco un altro tratto del volto di Dio. La sua gioia, il suo rallegrarsi interiore per aver concluso la sua ricerca, che diventa una gioia condivisa. Con gli amici, i vicini ma che raggiunge il cielo creando una comunione fra terra e cielo, proprio come annunciato dagli angeli alla nascita di Gesรน a Betlemme (cf. Lc 2,10).
Il ritrovamento รจ come una nuova nascita per la pecora e un nuovo conio per la moneta. Nel racconto successivo questo viene detto esplicitamente: il figlio era morto ed รจ tornato in vita (cf. Lc 15,32).
Anche noi siamo invitati a rallegrarci e custodire questa gioia. Sempre.
fratel Marco
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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