Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 4 Ottobre 2021

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Oggi, memoria di Francesco dโ€™Assisi, ascoltiamo il vangelo che inizia con lโ€™esultanza di Gesรน e la sua benedizione rivolta al Padre per essersi rivelato alle persone piccole e semplici e non a quelle sapienti e dotte. Francesco infatti, per seguire Gesรน mite e umile di cuore, cercรฒ con tutto se stesso di vivere quella piccolezza, semplicitร  e povertร .ย 

Gesรน, constatando che Dio si rivela ai piccoli e non ai grandi โ€“ come ne testimoniano le Scritture โ€“ esulta e benedice il Padre. Ma in noi suscita profondo stupore il momento in cui avviene: questa benedizione infatti รจ collocata nello stesso istante in cui Gesรน constata dolorosamente il fallimento della sua missione nelle cittร  in cui piรน aveva predicato e curato. Proprio in quellโ€™istante, dice il vangelo, Gesรน prende la parola e benedice il Padre per la veritร  che gli si รจ rivelata nello scacco penoso della sua missione, e che, con esultanza, condivide: che Dio si rivela ai semplici e non ai sapienti, ai piccoli e non ai grandi.ย 

รˆ grande consolazione e correzione per noi questo vangelo: questo grave fallimento personale, sempre tentazione di scoramento e di mormorazione per noi, รจ per Gesรน evento che lo fa esultare perchรฉ vi riconosce anche lโ€™agire di Dio. E cosรฌ ci insegna a cercare con fiducia una parola di luce in ogni fallimento.

Proseguendo lโ€™ascolto di questa pericope del vangelo, vediamo che solo la prima parte รจ preghiera di Gesรน al Padre; nella seconda parte, Gesรน si rivolge ai discepoli rivelando loro che solo il Padre puรฒ rivelare il Figlio, e che la missione del Figlio, la sua, รจ rivelare il Padre.

E poi, nellโ€™ultima parte, ormai illuminato e confermato dalla rivelazione ricevuta nel bel mezzo del suo fallimento, vediamo Gesรน obbedire al pensiero che ha appena riconosciuto in Dio. Con nuova forza si rivolge direttamente ai piccoli e ai poveri, che chiama a sรฉ cosรฌ: โ€œVenite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darรฒ riposoโ€ (v. 28). E li invita a partecipare alla beatitudine della mitezza: โ€œImparate da me la mitezza e lโ€™umiltร  che sole consentono ai piccoli e ai poveri, affaticati e oppressi, di trovare riposo, come avviene a meโ€.ย 

Ma che Dio si riveli ai piccoli e non ai grandi non รจ un capriccio di Dio. รˆ piuttosto lโ€™obbedienza di Dio alle sue creature, la sua accondiscendenza alla nostra veritร  e volontร ; รจ frutto del suo ascolto del grido di ogni vittima e dellโ€™afonia e sorditร  di ogni sazio. Dio prima ascolta, e poi cerca di essere ascoltato e accolto per potersi rivelare e consegnarci il mistero del regno dei cieli, che perรฒ solo i piccoli sanno apprezzare. Le persone che non contano nulla in questo mondo possono attendere riconoscimento, riposo e salvezza solo dal Signore, e per questo il nostro Dio si avvicina e si curva su di loro e a loro si rivela, come dice per sempre lโ€™esodo di Israele dallโ€™Egitto.

E se una persona comprende lโ€™accondiscendenza compassionevole con cui il Signore, per rivelarsi, si รจ curvato sulla sua irrilevanza e piccolezza, si curva a sua volta su coloro che sono piccoli e irrilevanti per restare in ascolto della parola di Dio, come fece Francesco, testimone luminoso di questo vangelo.

sorella Maria


Fonte

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