Misericordia, non sacrifici
Gesรน ha appena guarito un paralitico per rivelarci che ha sulla terra il potere di rimettere i peccati. E oggi ascoltiamo unโaltra liberazione dal male, unโaltra manifestazione del suo perdono che ci ridร vita e libertร dalle nostre paure e catene. Vedendo un uomo seduto al banco delle imposte, un servo del denaro, Gesรน lo chiama dicendogli: โSeguimiโ; ed egli si alzรฒ e lo seguรฌ.
Matteo, un collaboratore dei romani occupanti, che poteva estorcere dal popolo tasse abusive con la forza, dunque un pubblico peccatore, appena ascoltรฒ la chiamata di Gesรน, trovรฒ in essa la potenza che lo scioglieva dai lacci del guadagno disonesto, e subito si alzรฒ e lo seguรฌ. Poco dopo Gesรน รจ a tavola con lui e i discepoli e sopraggiungono โmolti pubblicani e peccatoriโ a mangiare con loro. Gesรน, pur essendo cosa riprovevole per la mentalitร del tempo, li accoglie con gioia alla sua tavola, e poi spiegherร cosรฌ questo suo comportamento: โVoglio lโamore e non sacrificiโ. Con questa parola di Osea รจ Dio stesso che dร al suo popolo la chiave per interpretare tutta la Scrittura, tutto ciรฒ che Egli ha fatto e detto. Questa รจ anche lโinterpretazione di Gesรน, per noi del tutto vincolante.
Gesรน ci ricorda che la compassione misericordiosa di Dio, che รจ il suo stesso Nome, รจ allโorigine della storia di salvezza, e che lโesclusione dei peccatori e dei malati non รจ nelle intenzioni di Dio. Anzi egli ha sempre mandato i profeti proprio per far tornare a sรฉ i peccatori, non per scartarli. Gesรน non riconosce in Dio nessuna volontร di esclusione, e neppure di sacrifici: questi infatti narrano un Dio divoratore della vita, che esige e non che dona. Dio รจ invece il donatore di ogni dono e di ogni misericordia e ci supplica di avere cura e responsabilitร e misericordia verso ogni prossimo e ogni creatura.
Gesรน non rifiuta pubblicani e peccatori come commensali, anzi li accoglie con gioia, perchรฉ lui รจ il racconto piรน fedele del volto amorevole di Dio. Gesรน lascia cadere dalle Scritture sante solo ciรฒ che ha potere di esclusione, e cosรฌ rivela tutta la gioia di Dio nellโaccoglierci quando accogliamo i suoi doni, quando ci fidiamo della sua gioia per noi.
ร per i malati e per i peccatori che Gesรน รจ venuto, per andare loro incontro, per accogliere con sรฉ gli esclusi, e la condivisione e comunione della tavola ne รจ lโepifania. Gesรน, estraneo comโรจ a ogni moralismo, vede anche nei peccatori delle persone di cui prendersi cura, e non dei gaudenti da umiliare e scartare. Sa che non รจ mai la gioia che ci spinge a peccare, a fare torto al prossimo, bensรฌ il dolore, lโumiliazione, e sa che nuocere non ha mai fatto felice nessuno.
Ma questa misericordia totalmente gratuita e cosรฌ gioiosa scandalizza gli uomini religiosi di ogni tempo. E Gesรน risponde loro: โNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate e imparate cosa significhi: misericordia voglio e non sacrifici. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatoriโ.
Riconoscendoci in quei malati e peccatori per i quali Gesรน รจ venuto, impariamo cosa significhi โmisericordia voglio e non sacrificiโ, accogliendo il nostro prossimo come lui ci ha accolti, e cominciando con il non escludere dalla condivisione e comunione di ogni mensa cristiana chi ci appare peccatore, perchรฉ allora, dice oggi il Vangelo, quella mensa non รจ cristiana.
sorella Maria
Per gentile concessione del Monastero di Bose.
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