Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 3 Febbraio 2023

1388

Il dono e la legge

Cโ€™รจ un susseguirsi di interrogativi e abbozzi di risposte alla domanda chi รจ Gesรน che attraversa lโ€™intero evangelo di Marco, non solo il testo odierno: la risposta giunge solo alla fine, e a darla รจ il centurione romano sotto la croce, un pagano.

Le risposte riportate ripercorrono la storia di Israele e di quanti in vario modo sono stati voce di Dio per il popolo: da Elia, ai profeti sino a Giovanni il Battista.

Lโ€™essere profeti annunciatori del regno di Dio e delle sue esigenze si scontra inevitabilmente con lโ€™arroganza dei potenti: qui รจ Erode per Giovanni Battista.

Le parole di veritร  risultano scomode non solo per i potenti di ieri ma anche per quelli di oggi e per noi tutti. Interpellano su chi siamo, come agiamo, che cosa abita il nostro cuore, quali e quante ingiustizie vengono compiute e da noi non denunciate, quale oppressione verso i poveri e i deboli รจ perpetuata senza che cambiamo nulla nel nostro stile e abitudine di vita per opporci ad essa.

A fornire una risposta sullโ€™identitร  di Gesรน รจ anche Erode, il tiranno di turno, che lega la sua curiositร  verso Gesรน al ricordo di Giovanni il Battista che egli aveva fatto decapitare in forza di un giuramento futile per compiacere sรฉ stesso e i suoi commensali.

La vicenda รจ misera e triste. Un vecchio re infatuato dalla danza di una giovane fanciulla leggiadra arriva persino a prometterle metร  del suo regno.

Ma alle loro spalle cโ€™รจ chi trama: Erodiade, madre della fanciulla e moglie illegittima di Erode. Ella odiava Giovanni Battista perchรฉ aveva denunciato il suo adulterio: pur vivendo con Erode era perรฒ giร  moglie di Filippo fratello dello stesso Erode. Erodiade attendeva solo il momento propizio per far uccidere Giovanni che Erode temeva, sapendolo uomo giusto e santo.

Un profeta, una giovane fanciulla e un vecchio re. Un profeta che denuncia lโ€™ingiustizia con fermezza e coraggio, consapevole che questo mette a repentaglio la sua vita. Una giovane fanciulla sottomessa alla volontร  di una madre abitata dallโ€™odio. Un vecchio re incapace di dar seguito alla sua considerazione di Giovanni e di tenere testa a una richiesta assurda per una stupida promessa.

In gioco cโ€™รจ una vita, quella di Giovanni, la vita che annuncia la veritร  รจ falciata dalla spada della inettitudine di un vecchio re, dalla superficialitร  di una giovane fanciulla e dallโ€™odio per il giusto di sua madre.

Quella che era iniziata come una festa di compleanno diviene la sagra della follia e della menzogna. โ€œPerisce il giusto, nessuno ci bada. I pii sono tolti di mezzo, nessuno ci fa caso. Il giusto รจ tolto di mezzo a causa del male. Egli entra nella paceโ€, ci ricorda il profeta Isaia (57,1-2). Quando ciรฒ che guida una vita รจ la menzogna tutto diviene possibile, cade ogni remora, il disprezzo e lโ€™annientamento dellโ€™altro visto come ostacolo sono allโ€™ordine del giorno. Quando prendono il sopravvento la miseria umana, la viltร  e lโ€™odio, quando si smarrisce il senso della vita stessa lโ€™umano รจ finito, cโ€™รจ spazio solo per la violenza e la morte.

Giovanni รจ stato decapitato, i suoi discepoli vengono a prenderne il corpo per la sepoltura: il giusto trova riposo, la veritร  non รจ morta. In quelle poche parole aleggia la stessa attesa del sabato santo. Anche in questo Giovanni attende Gesรน che venga a ridonare vita a chi la vita ha donato per la giustizia.

fratel Michele

Per gentile concessione del Monastero di Bose

Puoi ricevere il commento al Vangelo del Monastero di Bose quotidianamente cliccando qui