Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 23 Ottobre 2023

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Stai soffocando, non vedi?

Oggi ascoltiamo Gesรน rispondere prima, brevemente, a chi gli chiede di fare da giudice in una questione di ereditร  (cf. vv. 13-15), e poi, approfittando dellโ€™occasione, rivolgere alla folla un insegnamento piรน generale, in parabola (cf. vv. 16-21).

La risposta di Gesรน a โ€œuno della follaโ€ (cf. vv. 14-15) discerne nella richiesta la manifestazione di una โ€œcupidigiaโ€: questa, piรน del problema ereditario, divide i fratelli. Gesรน sposta lโ€™attenzione โ€“ come รจ sua prassi abituale โ€“ sulla radice del conflitto, su quel luogo, il cuore, che sta allโ€™origine di ogni conflitto. Perciรฒ si rivolge piรน generalmente a โ€œloroโ€ (v. 15), cioรจ a tutta la folla radunata attorno a lui, per insegnare che i beni materiali, denaro o proprietร , quale che sia la loro abbondanza, non possono assicurare la vita, non possono dare un senso alla vita. Per insegnare a noi tutti che la pleonexรญa โ€“ letteralmente โ€œil desiderio di avere piรน degli altriโ€, sotto forma di possessi o privilegi, quindi la brama, la cupidigia, il desiderio di usurpare, la sete di dominio โ€“ รจ un male profondo, perchรฉ cela una prospettiva errata e mortifera sulla vita: la vita come fondata sullโ€™avere. La risposta di Gesรน รจ volta a correggere questa prospettiva: lโ€™avere non fonda lโ€™essere, anzi lโ€™avere puรฒ facilmente soffocare, togliere il soffio vitale. โ€œSe fai dipendere la tua vita da ciรฒ che hai, distruggi ciรฒ che seiโ€ (S. Fausti), ti soffochi da te stesso.

I vv. 16-17 descrivono le sue riflessioni interiori di un proprietario terriero circa la gestione dei suoi beni. Dopo attenta riflessione, frutto di un monologo interiore, giunge a una decisione funesta. Trascinato dalla logica della brama, del profitto, dellโ€™accumulo, agisce di conseguenza. E proprio qui si rivela palesemente il suo errore: a quello che ha ricevuto dalla natura e ottenuto con il proprio lavoro avrebbe dovuto rispondere con il dono e non con lโ€™accaparramento. Lโ€™intenzione viziata dalla brama รจ peraltro ben rivelata dallโ€™uso eccessivo degli aggettivi possessivi: โ€œi miei raccoltiโ€ (v. 17); โ€œi miei magazziniโ€ (v. 18); โ€œi miei beniโ€ (v. 18); โ€œanima miaโ€ (v. 19). 

La questione cruciale รจ: โ€œper chiโ€ si costituisce un tesoro? Il ricco ha accumulato per sรฉ e pensa solo ad accrescere i propri beni. Non ha altro partner che la sua anima con la quale si intrattiene come se fosse un altro: dialoga con uno specchio. Tutto si riduce a un faccia a faccia tra lโ€™uomo e i suoi beni. Nessun โ€œaltroโ€ compare nel racconto, e lโ€™uomo โ€“ tragicamente โ€“ รจ inconsapevole della propria solitudine narcisistica. Ma ecco il dramma a sorpresa: โ€œQuesta notte stessa verranno a richiedere la tua vita. Per chi sarร  allora ciรฒ che hai preparato?โ€ (v. 20). Giunge cosรฌ, a sorpresa, il faccia a faccia inatteso con lโ€™interlocutore di cui il proprietario avrebbe dovuto tener conto: si impone, come un lampo, il dialogo che lโ€™uomo aveva sempre evaso.

Questa parabola รจ raccontata per ricordarci innanzitutto che lโ€™essere umano non รจ proprietario della vita, ma il suo responsabile. La parabola ci impegna a costruirci la vita avendo di fronte la nostra morte, innanzitutto. La memoria mortis come principio di sapienza: โ€œInsegnaci a contare i nostri giorni, e giungeremo alla sapienza del cuoreโ€ (Sal 90,12). La parabola ci mostra inoltre lโ€™orientamento da dare alla nostra vita e a ciรฒ che essa contiene, i beni e tutto il resto: energie, relazioni, opinioni, eccetera. Quellโ€™uomo ha drammaticamente sbagliato il luogo dove accumulare le sue ricchezze, le โ€œcoseโ€ che facevano la sua vita. Ha cercato di โ€œaccumulare per sรฉโ€ anzichรฉ โ€œessere ricco per Dioโ€, anzichรฉ โ€œfarsi ricco โ€“ letteralmente โ€“ verso Dioโ€ (v. 21).

fratel Matteo

Per gentile concessione del Monastero di Bose

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