Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 2 Settembre 2020

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La gente รจ assetata di miracoli, รจ calamitata dal prodigioso, ieri come oggi. Quali โ€œinfermi affetti da varie malattieโ€ anche noi, come ai tempi di Gesรน, accorriamo presso lo sciamano o il guru di turno nelle ore piรน impensabili โ€“ โ€œal calar del soleโ€ o โ€œsul far del giornoโ€ โ€“ e in qualsiasi luogo โ€“ persino โ€œin un luogo desertoโ€ โ€“, pur di trovare un minimo di ristoro alle nostre vite, pur di alleviare almeno un poco il dolore, fisico o psichico che sia, pur di alleggerire pesanti fardelli che opprimono il corpo e spossano lo spirito.

Come ci ricorda Fรซdor Dostoevskij nella Leggenda del grande inquisitore, โ€œlโ€™uomo cerca non tanto Dio quanto i miracoli. E siccome lโ€™uomo non ha la forza di rinunziare al miracolo, cosรฌ si creerร  dei nuovi miracoli, suoi propri, e si inchinerร  al prodigio di un mago, ai sortilegi di una fattucchiera, fossโ€™egli anche cento volte ribelle, eretico ed ateoโ€. Pur di illuderci, disperati, di risolvere magicamente le nostre e altrui sventure, pur di alleggerire i nostri sensi di colpa, pur di colmare vuoti per natura incolmabili, rinunciamo al bene piรน prezioso che Gesรน stesso ci ha insegnato nel superare le tre tentazioni-seduzioni: la libertร . โ€œNon volesti asservire lโ€™uomo con il miracolo, e avevi sete di fede libera, non fondata sul prodigio. Avevi sete di un amore libero, e non dei servili entusiasmi dello schiavo davanti alla potenza che lโ€™ha per sempre riempito di terroreโ€, dice ancora il grande inquisitore a Gesรน stesso ritornato sulla terra dopo millecinquecento anni nel capolavoro dello scrittore russo.

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Gesรน in tutto il suo ministero itinerante cura malattie e infermitร , e in alcuni casi guarisce, ma i gesti che compie non hanno nulla di magico. Gesรน non levita gonfiando a dismisura il suo ego ma si avvicina, si fa prossimo, con delicatezza si inchina come nel caso della suocera di Simone: โ€œSe mi inchino, mi testimonio come principiante e fragile, bisognoso di fare tana in terra โ€ฆ Mi inchino per imparare a esitare, a sostare nel non sapere di te, lasciare che tu riveli chi seiโ€ (Chandra Livia Candiani).

Gesรน non muove le cose a distanza come un burattinaio ma semplicemente tocca i corpi piagati imponendo le mani della benedizione e della benevolenza divina. Non recita formule magiche ma racconta parabole liberatrici, cura con lo sguardo amorevole e con parole cordiali e autorevoli. In Gesรน non vi รจ autocelebrazione, egli non si attribuisce nessun potere da santone, perciรฒ minaccia, rimprovera, rampogna i demoni acerbamente, vietando loro di non proferir parola sulla sua identitร : adoratori del prodigioso, essi vogliono sdoppiare la divinitร  dallโ€™umanitร  di Gesรน, ma Gesรน รจ integralmente figlio di Dio e figlio dellโ€™uomo, e solo la croce e la resurrezione lo potranno svelare.

Gesรน suscita la fiducia nelle persone e tale fiducia fa fiorire da sรฉ la vita, Gesรน infonde coraggio e rafforza lโ€™autostima dei disprezzati e offre loro lโ€™occasione propizia e la forza per rialzarsi dai loro lettucci non piรน schiacciati dallโ€™emarginazione sociale. Gesรน non usa pozioni magiche ma impasta terra e saliva, non trasforma le pietre in pani ma con-divide il pane impastato, cotto e sfornato, senza saltare o violentare i processi lenti della natura. Gesรน non รจ una risposta al nostro imperante โ€œtutto e subitoโ€ e sfugge a chi vuole trattenerlo per sรฉ come un corno portafortuna: annunciare il regno di Dio allโ€™umanitร  intera รจ la sua sete, sete di libertร  che libera.

fratel Giandomenico


Fonte

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