Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 17 Febbraio 2021

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Oggi, mercoledรฌ delle ceneri, inizia il tempo quaresimale, nel quale il Vangelo ci invita ad assumere questi tre comportamenti penitenziali: elemosina, preghiera e digiuno. Sono tre privazioni, tre rinunce: lโ€™elemosina comporta una parziale rinuncia ai nostri beni, al nostro denaro, per venire incontro alle esigenze di persone piรน bisognose di noi. Il digiuno รจ una rinuncia volontaria al nostro cibo, ai nostri gusti, per una questione di igiene personale, di educazione dei nostri istinti piรน elementari, ma anche qui per un bisogno di equitร  e di condivisione con chi ne รจ piรน sprovveduto. La preghiera, poi, รจ una rinuncia ancora piรน radicale alla nostra volontร , per rimetterci nelle mani di una volontร  piรน grande e piรน salutare per tutti, non solo per noi, come insegna il Padre nostro.ย 

Il capitolo sesto del Vangelo di Matteo enumera queste tre rinunce sotto una rubrica comune: non fare la nostra giustizia, cioรจ non fare nessuna di queste tre cose, โ€œper essere ammirati dagli uominiโ€. E poi specifica ognuna di esse con poche parole, ma molto incisive, che ripetono sempre lo stesso schema. Tre sono le parole chiave: ipocrisia, ricompensa e segreto.

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Anzitutto, non bisogna essere ipocriti, o non comportarsi da ipocriti. Ipocrisia sarebbe compiere queste opere pubblicamente, per essere lodati dalla gente, per ricercare lโ€™approvazione degli altri. In questo caso, avremmo giร  ricevuto la nostra ricompensa, vale a dire il gradimento, il riconoscimento altrui. โ€œNon siate simili agli ipocritiโ€, dice il Vangelo, che certamente presenta una punta polemica contro i farisei, che fanno lโ€™elemosina nelle sinagoghe e nelle strade o pregano eretti negli angoli delle piazze, oppure assumono un aspetto disfatto per far vedere agli altri che digiunano. Ma, al di lร  di questa polemica occasionale, รจ un comportamento comune che qui viene sanzionato. Noi stessi possiamo assumere, senza nemmeno avvedercene, delle posture di questo genere: farci pubblicitร , ricercare il successo o la notorietร . Questa non รจ la vera ricompensa. Esiste sรฌ una ricompensa, ma questa avviene โ€œnel segretoโ€. โ€œQuando fai lโ€™elemosina, non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra, perchรฉ la tua elemosina resti nel segretoโ€; โ€œquando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo che รจ nel segretoโ€; โ€œquando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perchรฉ la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo che รจ nel segretoโ€.

La massima segretezza, quindi, fino alla taciturnitร : รจ proprio questa la vera ricompensa. Vera ricompensa รจ non riscuotere nessuna approvazione esteriore, ma solo delle conferme interiori. Questo vale soprattutto per la preghiera. รˆ significativo che la sola raccomandazione che ci faccia Gesรน non riguarda la necessitร  di una preghiera pubblica, comunitaria, che pure rimane pedagogica per ciascuno, ma quella di una preghiera personale, nel silenzio della nostra stanza. Infatti, โ€œil Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserร โ€. Ci crediamo veramente?

fratel Alberto


Fonte

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