Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Commento al Vangelo del 23 Giugno 2025

- Pubblicità -

È molto facile esprimere giudizi severi e pretendere una coerenza assoluta tra il “dire” e il “fare”, soprattutto quando si tratta di valutare le azioni altrui. La maggior parte delle volte, però, la stessa severità che esigiamo dagli altri non la applichiamo a noi stessi.

Gesù ci invita a percorrere la via opposta, esortandoci a migliorare i nostri comportamenti. Questo atteggiamento deve scaturire da un profondo rinnovamento spirituale, interiore.

- Pubblicità -

Una maggiore attenzione alle nostre azioni e alle nostre parole ci condurrà certamente verso atteggiamenti più sereni ed equilibrati nei confronti del prossimo. Così, tanti difetti che ci sembrano insopportabili e che possono compromettere le relazioni interpersonali, appariranno meno gravi.

Questo è ciò che Gesù ci chiede quando ci invita a togliere prima la trave dal nostro occhio, cioè a purificare il nostro sguardo sul mondo e su chi ci sta accanto. Preghiamo perché possiamo diventare sempre più capaci di questa conversione interiore.

Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)

Altri Articoli
Related

Missionari della Via – Commento alle letture di domenica 19 aprile 2026

Pace e bene cari fratelli e sorelle, lasciamoci parlare...

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di venerdì 17 aprile 2026

È LA CONDIVISIONE IL VERO MIRACOLO Gv 6,1-15 Il miracolo del...

don Nicola Galante – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

Tra la risurrezione e l’ascensione l’evangelista Luca colloca l’episodio dei due discepoli di Emmaus, che...

Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 17 aprile 2026

C’è un dettaglio che spesso ignoriamo nel Vangelo della...