Il commento alle letture di domenica 27 Settembre 2020 a cura dei Missionari della Via.
Meditiamo la Parola
Nella Vangelo di oggi Gesรน prende in esame un atteggiamento che chiude la strada al perdono di Dio: la falsitร .
Nel primo figlio Gesรน rappresenta i formalisti che egli vede incarnati nei โprรฌncipi dei sacerdotiโ e negli โanziani del popoloโ, i dignitari solenni e spesso ipocriti a cui รจ indirizzata la parabola. Il loro perbenismo riempie di soddisfazione la loro vita e gli attira gratificazioni e gradimenti da parte di chi li osserva, ma non di certo da Dio che conosce il loro cuore. Il loro modo di porsi, i loro โsรฌโ, sono in realtร una stucchevole facciata che nasconde unโinterioritร vuota e indisponibile a compiere ciรฒ che Dio vuole. Bisogna che tutti noi ci guardiamo in questo specchio, specie noi battezzati di vecchia data. Quante volte anche il nostro atteggiamento รจ intriso di perbenismo esteriore, con il quale cerchiamo di apparire onesti, di sembrare buoni, ma รจ solo mascheraโฆ i nostri sรฌ che somigliano tanto a dei no, o meglio li nascondono; ci si ferma allโesterioritร , al compiacere chi si ha davanti, al mostrarsi ciรฒ che in fondo non si รจ nรฉ si vuol essere, sfornando poi al momento dellโatto pratico tanti โbuoni motiviโ per non fare troppo, per giustificare il proprio disimpegno, la propria pigrizia.
Con Dio non si puรฒ barare, non serve a nulla coprire, fingereโฆ Con Dio serve soltanto essere nella Veritร , vivere nella Veritร , fare la Veritร . Non ci si salva infatti con lโapparenza, con le belle parole o con la veste del giusto: occorrono i fatti! Martin Luther King, il famoso apostolo dei diritti dei neri dโAmerica, esclamรฒ con grande sofferenza: ยซnon ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onestiยป. Noi potremmo aggiungere che Dio ha paura, anzi, ripugnanza dei falsi buoni, dei corrotti, che appaiono belli allโesterno, ma sotto sotto tramano ingiustizia e iniquitร . Tantโรจ che, con amarezza, alla fine Gesรน dovrร verificare che รจ piรน facile la conversione di un peccatore o un ribelle che non di un benpensante, sicuro della sua giustizia, illuso di โfare un camminoโ.
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ยซNellโaltro figlio, invece, si profila la categoria di molti ribelli, dei peccatori, degli indisciplinati per la legge e nel giudizio comune, capaci, perรฒ, di gesti generosi, pronti a far sbocciare un fiore di amore nel deserto della loro esistenza impura. Sono โi pubblicani e le prostituteโ della spiegazione finale che Gesรน aggiunge alla parabola. La voce โpaternaโ del Cristo risuona per entrambiโฆ La sa รจ una voce di conversione e di impegno soprattutto per chi si crogiola soddisfatto del suo formalismo religioso, per chi ha continuamente religione e legge sulla bocca ma in realtร รจ indifferente e vuoto interiormente. Chi si trova in questo stato deve avere il coraggio di pronunziare un โsรฌโ autentico e non solo di superficie, un โsรฌโ che non nasconda al suo interno un โnoโ reale e decisivo. La voce del Cristo รจ un appello di conversione e di impegno anche per i ribelli perchรฉ, rinnegando il loro passato, si incamminino sulla strada del campo, cioรจ della vita nuovaยป (card. G. Ravasi). Tra lโaltro se non si entra nella logica del secondo figlio, che si pente, si converte, che mette in discussione il proprio gusto, non assolutizzando la propria volontร , restiamo infantili per tutta la vita. Quello che conta รจ obbedire: la nostra vita non cambia solo per una bella omelia o catechesi sentita qui e lรฌ, estasiati dalle belle parole ricevute, ma con atti concreti di obbedienza a Dio. Vogliamo arrivare a vivere il dono di una vita nuova? Dobbiamo uscire dalla nostra, smettendola di assolutizzare la nostra volontร e i nostri gusti.
La fede รจ la grande conversione: รจ il passaggio dalla propria presunta giustizia alla giustificazione di Dio. Gesรน vede nel figlio che si converte tutti i grandi convertiti di tutti i tempi. Nella conversione si ha il tema dellโevoluzione, della crescita, perchรฉ la vita รจ un cammino di crescita. Proprio chi ha consapevolezza del proprio errore, dunque povero, probabilmente lascerร la propria via. Invece chi si sente giusto non si pente.
Chi รจ che segue il Signore Gesรน? Chi smette di assolutizzare se stesso. Chi compie il bene? Chi non resta legato allโimprescindibilitร del proprio ego e scopre di aver sempre bisogno di mettersi in discussione. Il Signore ci pone davanti una possibilitร : convertirci a Lui, cambiare idea, aprirci alla sua grandezza, disobbedendo ai nostri gusti e desideri disordinati. Che pace provoca vivere tutto ciรฒ!
Preghiamo la Parola
Signore, aiutami a scegliere ciรฒ che รจ il vero bene, donami la forza di vincere i miei egoismi e le mie resistenze interiori allโamore.
VERITAโ: Vita interiore e sacramenti
Quante volte, a Dio e agli altri, dico sรฌ ma in realtร e no?
Cerco di obbedire alle parole del Signore, o mi limito ad averlo sulla bocca?
CARITAโ: Testimonianza di vita
Cerco di vincere il mio egoismo quando si tratta di fare del bene, superando ritrosie e fastidi? Amo anche quando comporta sacrificio?
