Gesù ci insegna a vivere da figli, da discepoli, dietro Lui, a non valutare la qualità dell’esistenza dalla riuscita dei nostri progetti, ma piuttosto cercare ciò che vale davanti a Dio.
Possiamo vivere “nascosti” a Lui? Possiamo ingannare Dio, come se non potesse “leggere in profondità” i nostri desideri del cuore?
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Siamo grandi non quando facciamo le nostre cose per essere visti ed apprezzati, ma quando affidiamo i nostri impegni alla forza di Dio e chiediamo di vivere solo per Lui e per i fratelli che ci ha affidato.
Sappiamo, come cristiani, che non siamo noi i padroni della verità, tantomeno di Dio, ma che possiamo imitare Gesù nel considerare tutti parte della grande famiglia dei Figli di Dio, per vivere una fede viva, sveglia e non assopita sulle nostre idee, ma sulla presenza di Dio che si rivela negli eventi della vita, spesso nelle cose più ordinarie.
Chiediamo a Dio di darci coraggio per vivere ideali grandi come la fratellanza, l’impegno per i poveri e soli, per non considerare nessuno “scarto”, sapendo che non vive appieno l’umanità chi considera l’altro come un bene di consumo o frutto di guadagno: la cosa più preziosa è sempre l’altro, immagine di Dio!
