Massimo Cacciari al Dies Academicus dell’ISSR: La Laudato Sii

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Come comprendere lโ€™appello di papa Francesco sulla natura senza equivocarlo? Si tratta di un richiamo di tipo ecologista o nasconde qualcosa di piรน profondo?

Interrogandoci sul significato di natura e sulla matrice del paganesimo antico โ€“ da grandi filosofi come Empedocle e Democrito โ€“ emergono anche per il nostro mondo diversi tipi di ecologismo, quello estetico-romantico e quello tecnico-strumentale. Questโ€™ultimo affonda le proprie radici nellโ€™origine della filosofia moderna, rappresentata in particolare da Cartesio, Spinoza e Francesco Bacone, autore de La Nuova Atlantide, vera profezia rispetto ai nostri giorni. Lโ€™unicitร  dellโ€™uomo, come unica sostanza pensante, apre alla comprensione del cosmo come oggetto di cui disporre, non tanto sul piano morale โ€“ โ€œuna cattiva Modernitร  che vuole sfruttare il mondoโ€ โ€“, quanto sul piano ontologico โ€“ attraverso la vittoria su ogni esterioritร  che non sia riconducibile alla mia mente โ€“.

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Di fronte alla sfida della Modernitร  la risposta cristiana si pone come drammatica. La semplicitร  di Francesco dโ€™Assisi e del suo Cantico di frate sole รจ lode della creatura verso il Creatore, mantenendo la differenza verso il Tu divino cui Francesco si rivolge. Attraverso la lode di Dio lโ€™uomo esprime la sua debolezza, il suo bisogno, la sua mancanza, sulle quali si staglia il perdono, come capacitร  di โ€œdonare al cuboโ€.

Non ci troviamo dunque di fronte ad un cantico ecologista ma ad una vera preghiera. In questa umiltร  radicale emerge non un segno di debolezza, ma di contraddizione, richiedendo una โ€œsupervolontร โ€ che รจ forza ed insieme dono dallโ€™alto.

Di fronte alla strada della Modernitร  che riduce tutto e tutti al sรฉ, la sfida cristiana disegna una svolta teo-logica, nella ri-velazione di un Dio che si manifesta nella semplicitร  e che lascia aperta la ricerca di una risposta da parte dellโ€™uomo.

https://youtu.be/aDcPL6QA8aM

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