Mi stavo chiedendo se il Natale è già passato, già finito. Voi che ne pensate?
Dipende da cosa si pensa quando si dice “Natale”! Se pensiamo ai regali, al pranzo che non finisce più, ai parenti e agli amici che riempiono la casa di voci o se pensiamo semplicemente al giorno 25 dicembre del calendario … beh allora il Natale è già passato. Qualcuno potrebbe addirittura dire che il Natale di Gesù, cioè il giorno in cui è nato, è già passato da più di duemila anni!
Sarebbe un peccato pensare così! Mette tristezza solo l’idea!
Io, in verità, credo che il Natale sia ancora qui, oggi! Innanzitutto perché quando nasce un bambino, la gioia non è solo di quel giorno: quando siamo nati noi, i nostri genitori erano felici, non stavano nella pelle, erano agitati, emozionati, e tutto questo non è passato girando il giorno del calendario o quando si sono svegliati il giorno dopo! Tanti sono stati i giorni di subbuglio, di festa, di telefonate ad amici e parenti, di congratulazioni, complimenti, regali, sorrisi, abbracci. E vi dirò di più: tanti sono stati i giorni di contemplazione.
Quando nasce un bambino, mamma e papà restano spesso immobili a guardarlo, lo studiano bene, seguono ogni movimento, controllano il colore degli occhi, la forma del naso e della bocca, le orecchie, le mani, i piedi… insomma non si stancano di guardarlo, di ammirarlo, di pensarlo, di studiarlo e di ringraziare per quel dono che hanno ricevuto. Ecco spiegato perché oggi, a pochi giorni dal 25 dicembre, festeggiamo la Santa Famiglia: perché così possiamo fermarci e contemplarla: non solo guardarla, ma studiarla bene, imprimerla nella nostra mente e nel nostro cuore. Perché in quella famiglia Dio ha deciso di mostrarsi, di abitare, di amare, di crescere e di incontrarci.
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È sempre meraviglioso accorgersi che Dio non ha deciso di guardarci dall’alto ma ha scelto di venire in mezzo a noi!
Ma mentre noi siamo qui, come i Magi di cui parla la prima riga del Vangelo, ad adorare e contemplare questa Famiglia, ecco che iniziano le fatiche, le angosce, le complicazioni. Perciò noi partiamo come i Magi per tornare a casa, con il cuore pieno di gioia per aver contemplato il Figlio di Dio appena nato e Giuseppe si trova a fare i conti con il male. Anche nelle famiglie normali, pur con tutta la gioia di avere un nuovo membro nella famiglia, tanto bello e indifeso, bisognoso di coccole e attenzioni, poi bisogna fare i conti con gli imprevisti della vita quotidiana. La Santa Famiglia non ha fatto eccezione. È assolutamente necessario che Gesù cresca, per poter compiere la sua missione di salvatore perciò Dio aiuta Giuseppe e manda un angelo ad avvertirlo che Erode vuole uccidere suo figlio. Bisogna scappare assolutamente, andare lontano, arrivare fino in Egitto. Là Erode non troverà Gesù. Avete notato con che velocità Giuseppe obbedisce all’angelo? Certo, voi direte, come si fa a non obbedire ad un angelo! Può darsi che sia così, però Giuseppe, avvertito dall’angelo mentre dormiva, si alza e sveglia Maria e partono senza nemmeno aspettare la luce dell’aurora. E non è che sono partiti a bordo di una Tesla super illuminata! Erano a piedi, aiutati da un asinello. Nelle campagne faceva freddo, era buio pesto. Ma per Giuseppe l’unica cosa importante era partire in fretta e proteggere Gesù. Passato un po’ di tempo, un angelo dirà a Giuseppe che può ritornare a casa e lui obbedirà di nuovo, subito, senza esitare. Ma si informerà bene, curerà con attenzione gli spostamenti per essere certo di non far correre alcun pericolo alla sua famiglia, cambierà percorso e poi alla fine si fermerà a Nazaret, un paese sicuro.
Giuseppe è un uomo straordinario: si affida a Dio e, con Lui, è padre di Gesù e sposo di Maria. Sapete perché ho detto “Con Lui”? Perché certo obbedisce, e subito abbiamo visto! Ma obbedisce usando anche il suo sapere, la sua intelligenza e le sue conoscenze: nulla deve potergli impedire di attuare il piano di Dio.
Così tutto si compie, come avevano detto i profeti. Perché il Vangelo sottolinea questa informazione, legata ai profeti? Per ben due volte abbiamo letto che la parola del profeta si stava compiendo. Dio ha disegni grandi e meravigliosi per ognuno di noi. Ma la vita, su questa terra, non è sempre gioiosa e felice; ci sono le fatiche, i problemi, le malattie, il dolore, la cattiveria. Dio però farà sempre di tutto per permettere al suo sogno di avverarsi: ci avvertirà in sogno, ci manderà un angelo – che magari a volte è il nostro amico o il nonno, la zia, la mamma, il papà, … – ci parlerà con la sua Parola letta proprio qui a Messa. Insomma se sapremo ascoltarlo e saremo pronti ad obbedirgli, si compirà in noi il suo disegno di Amore.
Oggi allora, vogliamo ringraziare di poter contemplare questa Santa Famiglia, lasciando che il nostro cuore si riempia di gioia per questo Dio che viene in mezzo a noi e vogliamo chiederGli di aiutarci a capire cosa Dio vuole da noi. Lo Spirito Santo ci aiuterà a trovare forza e coraggio ogni volta che vorremo fare quello che l’angelo ci chiede! Anche se dobbiamo camminare nel buio, al freddo, in fretta. Si compia in noi quello che Dio sogna e spera!
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