Luciano Manicardi – Commento al Vangelo di domenica 6 Luglio 2025

Domenica 6 Luglio 2025 - XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,1-12.17-20

Data:

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Discepoli inviati. Come?

Nella prima lettura (Is 66,10-14c) lโ€™annuncio che Dio, tramite il profeta, fa giungere al popolo ritornato dallโ€™esilio babilonese รจ annuncio di pace (shalom: Is 66,12), di salvezza e di giustizia che trova la sua manifestazione in una Sion immaginata come madre: Gerusalemme diviene luogo di consolazione. Nel vangelo (Lc 10,1-12.17-20) lโ€™annuncio che Gesรน, tramite i settantadue (o settanta) discepoli, fa giungere alle cittร  e villaggi nelle quali si sarebbe recato nel suo cammino verso Gerusalemme, รจ annuncio di pace, รจ proclamazione che il Regno di Dio si รจ fatto vicino. Pace e Regno di Dio sono manifesti in Gesรน stesso.

Il testo evangelico odierno presenta le disposizioni che Gesรน dร  ai discepoli inviandoli in missione (Lc 10,1-12) e le parole che rivolge loro una volta ritornati dalla missione stessa (Lc 10,17-20). Nella narrazione lucana, il discorso di invio in missione fa seguito ai versetti in cui Gesรน espone le esigenze radicali della sequela (Lc 9,57-62). Per lโ€™evangelista, la missione non puรฒ che avvenire allโ€™interno della medesima radicalitร . La missione sta allโ€™interno della sequela. Ovvero: lโ€™obbedienza al mandato missionario che comporta scomoditร  e rischi (โ€œvi mando come pecore in mezzo a lupiโ€: Lc 10,3); lโ€™andare verso altri per evangelizzare annunciando che โ€œil Regno di Dio รจ vicinoโ€ (Lc 10,11); il compiere il bene verso persone fino ad allora mai incontrate (โ€œcurate [therapeรบete] i malati che incontrateโ€ nelle cittร  in cui vi recate: Lc 10,9), tutto questo non costituisce un titolo di merito, ma รจ una forma di sequela del Signore ed รจ interamente sottomessa alle sue esigenze.

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Per questo le direttive che Gesรน impartisce sono cosรฌ rigorose: โ€œnon portate borsa, nรฉ bisaccia, nรฉ sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la stradaโ€ (Lc 10,4; in Lc 9,3, al momento dellโ€™invio dei Dodici, troviamo indicazioni di tono analogo: โ€œNon prendete nulla per il viaggio, nรฉ bastone, nรฉ sacca, nรฉ pane, nรฉ denaro, e non portatevi due tunicheโ€: Lc 9,3). Gli inviati devono narrare il vangelo con la coerenza della loro vita: come si potrebbe annunciare lโ€™evangelo che ha i poveri come primi destinatari (Lc 4,18; 7,22) con mezzi potenti e sfoggio di ricchezza? Nelle parole di Gesรน, in realtร , la ricchezza รจ semplicemente portare con sรฉ lโ€™essenziale, il necessario, lโ€™indispensabile, ciรฒ che buon senso e prudenza consiglierebbero non solo in vista di una missione piรน efficace, ma anche per proteggere e dare sicurezza allโ€™inviato. Il non portare borsa (ballรกntion) proibisce di portare denaro con sรฉ, ma anche di ricevere denaro. Lโ€™uomo si attacca facilmente a ciรฒ che dร  sicurezza e che puรฒ scongiurare le incertezze del domani, e il denaro arriva facilmente a impossessarsi del cuore umano. Non a caso altrove Luca scrive: โ€œVendete ciรฒ che avete, datelo in elemosina, fateviย borseย (ballรกntia) che non invecchiano, un tesoro inesauribile nei cieli dove i ladri non arrivano e la tiยญgnola non consuma; perchรฉ dove รจ il vostro tesoro lร  รจ anche il vostro cuoreโ€ (Lc 12,33).

La bisaccia รจ una borsa piรน grande che contiene viveri, vetยญtovagliamenti. Pane, formaggio, spighe tostate, fichi: questi erano generalmente i cibi messi nelle bisacce (cf. Gdt 10,5). Si tratta di viveri essenziali, non superflui. Proibendo di portare la bisaccia Gesรน chiede un atto di affidamento radicale a lui, ma indica anche agli inviati di contare sullโ€™ospitalitร  e sulla cura che sarร  riservata loro da coloro che li accoglieranno nelle loro case. รˆ con tutta la sua persona che lโ€™inviato deve narrare la fiducia nel Signore: altrimenti il suo predicare e suscitare fede e abbandono nel Signore viene contraddetto dal suo stesso stile di vita. Insomma, lโ€™espressione lapidaria di Lc 9,3 riassume adeguatamente il โ€œcomeโ€ della missione: โ€œNon portate niente per il viaggioโ€. Lโ€™inviato devโ€™essere ricco di questo niente perchรฉ solo cosรฌ le sue parole evangelizzatrici saranno incarnate in un corpo, visibilizzate in unโ€™esistenza e lโ€™intera sua persona sarร  annuncio evangelico.

Tuttavia la redazione lucana delle direttive gesuane sulla missione, estremamente radicali anche negli altri sinottici (Mc 6,7-13; Mt 10,5-16), manifesta unโ€™altra preoccupazione: la credibilitร  degli inviati. Questa preoccupazione emerge dalla considerazione di alcuni tratti del discorso di Gesรน presenti solamente nel terzo vangelo: โ€œrimanete in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hannoโ€ (Lc 10,7); โ€œnon passate da una casa allโ€™altraโ€ (Lc 10,7); โ€œin qualunque cittร  entriate e vi accolgano, mangiate quello che vi sarร  posto dinanziโ€ (Lc 10,8). Stabilire una comunione di tavola con chi dร  ospitalitร  รจ fondamentale. Dunque non si devono nutrire preoccupazioni di puritร  alimentare: โ€œSe un non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienzaโ€ (1Cor 10,27). Ma Luca ha certamente in mente casi di missionari che hanno sovrapposto pretese e capricci alla sobrietร  e al rigore della loro missione arrivando a depotenziare la missione stessa con la loro ricerca di case piรน confortevoli e cibi migliori. Si tratta di comportamenti meschini che scivolano nellโ€™abuso: la missione diventa il pretesto per la soddisfazione delle proprie voglie, per una ricerca di comoditร , per vivere alle spalle di altri.

Il problema era noto alla chiesa primitiva: ne troviamo tracce anche nellaย Didachรฉ, un testo del I sec. d. C.: โ€œOgni inviato che giunge da voi, accoglietelo come il Signore. Egli non rimarrร  che un giorno solo; se vi fosse bisogno anche di un altro. Se rimane per tre giorni รจ un falso profeta. Conยญgedandosi lโ€™inviato non prenderร  nulla… Se chiede denaro รจ un falso profetaโ€ (XI,4-6); โ€œse qualcuno dicesse per ispirazione: dammi del denaro o qualche altra cosa, non gli darete ascoltoโ€ (XI,12). Laย Didachรฉย mette in guardia da chi โ€œfa commercio di Cristoโ€ (XII,5) mentre si presenta come annunciatore del vangelo. E conclude: โ€œGuardatevi da gente simileโ€ (XII,5). Questa dimensione di incoerenza e di abuso, pur mutando nei tempi e nei luoghi, per portata e dimensione, รจ una tentazione perenne della chiesa.

Per Ilario di Poitiers, la radicalitร  delle direttive di Gesรน mira a che โ€œnon ci sia niente di veniale nel nostro servizio e ad evitare che il premio del nostro apostolato diventi il possesso dellโ€™oro o dellโ€™argentoโ€. Qualche Padre (p. es., Giovanni Crisostomo) ritiene che le misure drastiche indicate da Gesรน vogliano rendere gli inviati al di sopra di ogni sospetto, ed evitare che essi predichino per ottenere guadagni, sovrapponendo interessi personali al mandato apostolico. Potremmo dire che sono misure che tendono alla trasparenza degli inviati. Paolo stesso, tracciando un bilancio della sua vicenda apostolica davanti agli anziani di Mileto, afferma: โ€œNon ho desiderato nรฉ argento, nรฉ oro, nรฉ la veste di nessunoโ€ (At 20,33). Al tempo stesso, la radicalitร  delle indicazioni di Gesรน fa affidamento sullโ€™ospitalitร  che gli inviati potranno trovare in chi li accoglierร  fornendo loro alloggio e vitto. Cosรฌ, le dure esigenze poste agli inviati vanno di pari passo con la sollecitazione della responsabilitร  di ospitalitร  e di accoglienza dei credenti. Infatti, โ€œchi lavora ha diritto alla sua ricompensaโ€ (Lc 10,7; 1Tm 5,18).

Gesรน avverte i discepoli che la loro missione puรฒ fallire e loro stessi possono conoscere il rifiuto. Tuttavia, essi non potranno venir meno al loro compito di annunciare i tempi escatologici e anche alle cittร  che avranno negato lโ€™accoglienza, gli inviati dovranno proclamare che โ€œil Regno di Dio รจ vicinoโ€ (Lc 10,11). La missione ha una dimensione escatologica costitutiva:ย la missione รจ il Dio che viene. E lโ€™inviato questo deve annunciare e a questo deve preparare. Inviando i settantadue โ€œdavanti a sรฉโ€ (Lc 10,1), Gesรน indica che i missionari devono preparare la strada al Veniente dando segni della vicinanza del Regno in Cristo Gesรน.

In effetti, quando i discepoli ritornano dalla missione, esultano di gioia narrando come anche le potenze demoniache si sono sottomesse a loro. Il Regno di Dio รจ annunciato con potenza quando fa arretrare il regno di Satana. Infatti, a tutti coloro che Gesรน ha inviato egli ha concesso โ€œforza e potere su tutti i demoniโ€ (Lc 9,1). E Gesรน conferma la sconfitta di Satana grazie alla predicazione del Regno con lโ€™immagine di Satana che precipita dal cielo. Tuttavia, la replica di Gesรน allโ€™entusiasmo dei discepoli รจ una correzione della loro gioia: โ€œNon rallegratevi perchรฉ i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perchรฉ i vostri cuori sono scritti nei cieliโ€ (Lc 10,20).

Quando cโ€™รจ la povertร  radicale, lo spossesso di sรฉ, lโ€™abbandono pieno e fiducioso al Signore richiesto da Gesรน nelle direttive del discorso missionario, allora, una volta adempiuta felicemente la missione, la gioia devโ€™essere posta non nelle azioni compiute, nellโ€™opera svolta, fosse pure lโ€™opera di evangelizzazione, di cura e guarigione, ma nella gratuitร  della salvezza di cui si รจ destinatari. Rifacendosi allโ€™immagine del libro celeste su cui sono scritti i nomi di coloro che sono graditi a Dio, Gesรน invita a gioire sรฌ, ma dellโ€™essere amati da Dio e partecipi della vita che viene da lui.

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Per gentile concessione del Monastero di Bose

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