Credere e sapere la verità del Figlio
La lettura corsiva del Vangelo di Marco, che accompagna le liturgie festive dell’Anno B, si è interrotta al capitolo 6, subito prima del racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con la Domenica XVI del Tempo ordinario; leggiamo poi fino ad oggi, per cinque domeniche consecutive, il 6º capitolo di Giovanni, che è aperto proprio dal miracolo del pane, prosegue con il grande “sermone eucaristico” di Gesù, pronunciato «insegnando nella sinagoga di Cafarnao», dinanzi alla «folla», e ci conduce alla grande dichiarazione di fede di Pietro, culmine di questo percorso nel cuore dell’estate.
Diversi sono i discorsi del Maestro nel quarto Vangelo, alcuni rivolti, «nell’intimità», a persone scelte, che hanno il desiderio di stare con Lui e gli riconoscono l’autorità che possiede: il dialogo con Nicodemo (Giovanni 3,1-21; 19,39), le parole dette agli apostoli, come il grande discorso del Commiato nell’Ultima Cena (Giovanni 13-17); altri sermoni, come questo del Pane della Vita seguono i segni compiuti da Gesù, sono pronunciati presso il Tempio o la sinagoga, in spazi aperti, di fronte a tutti, ai farisei, alle folle, alla gente di ogni tipo che accorre, con diverse intenzioni, per ascoltarlo, e mettono in luce tensioni e ostilità.
«Molti discepoli, avendo ascoltato» il discorso del Pane, «mormorano», «tornano indietro e non seguono più Gesù»: ritengono che la sua «Parola sia dura; chi può ascoltarla?». […]
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