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Laura Paladino – Commento al Vangelo del 1 Novembre 2024

Vedere Dio, vivere in eterno nel suo amore

l Vangelo di Marco, il più attento alla sequela e all’imitazione del Maestro, può essere ripartito in tre sezioni, che tutte si aprono con una professione di fede in Gesù e tutte si chiudono con una cecità sanata: l’evangelista ci conduce dall’annuncio del Battista alla guarigione del cieco di Betsaida (I sezione, Marco 1-8,26), dalla dichiarazione di Pietro in Cesarea di Filippo al risanamento del cieco di Gerico (Marco 8,27-10), dall’acclamazione di Gesù come «Colui che viene nel nome del Signore », fatta da tutto il popolo alle porte di Gerusalemme, alla cecità del cuore che si verifica dopo la Risurrezione (Marco 11-16), una incredulità ostinata che caratterizza in particolare gli apostoli. 

Il Signore rimprovera aspramente la mancanza di fede e la «durezza di cuore» dimostrate dai suoi, eppure li risana nella sua misericordia e offre a quegli stessi che non avevano creduto, «gli Undici riuniti a tavola», figura della Chiesa di ogni tempo, Corpo mistico di Cristo radunato intorno all’Eucaristia, la conferma del suo amore senza limiti e la stessa missione del principio: «Andare in tutto il mondo, predicare il Vangelo ad ogni creatura » (Marco 16,14-15), aprire ad ogni uomo le porte della Salvezza. […]

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