Il sordomuto viene portato da Gesù, ma è Gesù che percorre la maggiore distanza che li separa. Un Gesù che gli viene come incontro, percorrendo molti chilometri.
Quell’uomo porta un dolore che non si vede ma pesa immensamente: è un dolore senza voce. Non poter parlare di sé significa non poter consegnare a nessuno la propria ferita. Gesù lo prende in disparte, in quel momento ha bisogno di una sola relazione: quella con Lui.
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Lo tocca con il dito e con la saliva, sospira guardando il cielo. L’“Effatà” non è solo un miracolo fisico: è la liberazione di un cuore impedito. Quel cuore ha trovato ascolto, ora può ascoltare e annunciare a tutti la Parola che salva.
A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)
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