La Domenica dei Bambini – 7 novembre 2010 – XXXII dom. T. Ord.

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Mosè e il roveto
Mosè e il roveto

 

Il Tempo Ordinario. «Oltre ai tempi che hanno proprie caratteristiche, ci sono trentatré o trentaquattro settimane durante il corso dell’anno, le quali sono destinate non a celebrare un particolare aspetto dei mistero di Cristo, ma nelle quali tale mistero è piuttosto venerato nella sua globalità, specialmente nelle domeniche. Questo periodo si chiama Tempo Ordinario. Comincia il lunedì che segue alla domenica dopo il 6 gennaio e si protrae fino al martedì prima della Quaresima; riprende poi con il lunedì dopo la Pentecoste per terminare prima dei primi Vespri della I domenica di Avvento» (Norme Generali per l’ordinamento dell’Anno Liturgico e del Calendario 1969, nn. 43-44).

Nelle celebrazione delle domeniche del Tempo Ordinario del ciclo C si legge il Vangelo di Luca.

INIZIO CELEBRAZIONE

Nel tempo ‘ordinario’ si può, alcune volte, iniziare la celebrazione senza processioni particolari. È bene farlo notare ai bambini, anche agli adulti!

Invitiamo i bambini a fare bene l’atto penitenziale. Il celebrante può variare la formula, importante sia semplice. È anche molto interessante far cantare ai bambini il Gloria insieme a tutta la comunità, dopo i bambini e i ragazzi escono per la loro attività domenicale.

PROCLAMAZIONE DEL VANGELO

È il momento importante e dobbiamo celebrarlo il meglio possibile.

Prepariamo i bambini ad ascoltare la parola di Gesù (Vangelo) e chiediamo loro di:

  • Fare silenzio e stare bene in piedi
  • Acclamare con il canto ALLELUIA! prima di ascoltare la Parola di Gesù
  • Fare i tre piccoli segni di croce mentre rispondono GLORIA A TE, SIGNORE alla proclamazione dell’animatrice: DAL VANGELO SECONDO…

Raccomandiamo di non utilizzare foglietti, ma un Evangelario o un Lezionario. Alla fine della lettura, l’animatrice bacia il Lezionario e chiede ai bambini di fare lo stesso.

Tutti questi atteggiamenti e gesti, compiuti bene, aiuteranno i bambini a capire l’importanza della Parola di Gesù che ascoltiamo nel Vangelo!

IL VANGELO (Lc 20,27-38)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo san Luca Gloria a te, Signore!
I sadducei dicevano che nessuno può risorgere dopo la morte.Alcuni di loro si fecero avanti e domandarono a Gesù: Maestro, Mosè ci ha lasciato questo comandamento scritto: Se uno muore e lascia la moglie senza figli, suo fratello deve sposare la vedova e cercare di avere dei figli per quello che è morto. Dunque: c’erano una volta sette fratelli. Il primo si sposò e morì senza lasciare figli. Anche il secondo e il terzo sposarono quella vedova senza avere figli, e così via tutti e sette: tutti morirono senza lasciare figli. Poi morì anche quella donna. Ora, nel giorno della risurrezione, di chi sarà moglie quella donna? Perché tutti e sette i fratelli l’hanno avuta come moglie.
Gesù rispose loro: Solo in questa vita gli uomini e le donne sposano e sono sposati. Ma quelli che risorgeranno dai morti e saranno giudicati degni della vita futura non prenderanno più né moglie né marito. Essi non possono più morire perché sono uguali agli angeli e sono figli di Dio perché sono risorti.
È certo che i morti risorgono: lo afferma anche Mosè quando parla del cespuglio in fiamme. In quel punto Mosè dice che il Signore è il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe.
Quindi Dio è il Dio dei vivi e non dei morti, perché tutti da lui ricevono la vita.
Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.

PER LA RIFLESSIONE

Oggi nel Vangelo racconta una storia molto strana, inventata dai sadducei che volevano tendere un tranello a Gesù. Costoro non credono alla risurrezione dei morti.

Per comprendere la storia, è necessario ricordare che nei tempi antichi, e anche oggi nei paesi molto poveri, i figli erano e sono l’unica ricchezza della famiglia.
Perciò una vedova senza figli era la più povera dei poveri. Gli Ebrei avevano come usanza che il cognato sposasse la vedova per darle dei figli. Quando si sa perché usavano fare così, si capisce che non era un costume sciocco! Permetteva alla famiglia di continuare.

Ma la domanda posta dai sadducei è interessante per tutti noi: c’è una vita dopo la morte?
È un interrogativo che talora ci facciamo e che è importante farsi.
Con i bambini concentriamoci sulla domanda: Che cosa dice Gesù sulla vita dopo la morte?
Rispondendo ai sadducei, Gesù richiama il racconto del roveto ardente. Si tratta della vocazione di Mosè. Esodo capitolo 3.
Gesù afferma che c’è una vita dopo la morte, ma per noi è molto difficile immaginarla.
Aggiunge che Dio non è il Dio dei morti, ma dei vivi. Riprende ciò che avevamo scoperto con Mosè, a cui Dio aveva detto: «Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe».
Dio ci ama troppo per lasciarci nella morte. Gesù dice che i morti sono figli di Dio e ricevono il dono della risurrezione. Sono vivi con Dio. Questa vita dopo la morte possiamo immaginarla come la farfalla rispetto al bruco. È la stessa vita che continua, ma in un modo del tutto diverso, che non conosciamo.
Gesù ci invita ad essere persone che vivono sapendo che ci sarà la risurrezione. Questa vita è molto importante perché avrà un seguito (vita eterna) nella casa di Dio.

ATTIVITÀ

Chiediamo alle animatrici o animatori di prende visione di ciò che hanno a disposizione e di decidere ciò che ‘possono’ fare bene nel tempo a loro disposizione. Non sempre si riesce a fare tutto!!

Un roveto che brucia

Scaricare l’allegato Mosè e il roveto e distribuirlo ai bambini.

  • Chiediamo ai bambini di osservare con attenzione il disegno e di dire ciò che hanno osservato (Mosè si è tolti i sandali, si copre il viso, sembra spaventato, si sta prostrando a terra …) e che corrisponde a quello che è scritto nella Bibbia.
  • Coloriamo tutto il disegno cercando di seguire il modello!
  • Risolviamo il gioco dei sandali.

Cantiamo insieme

Nel nostro gruppo, abbiamo preso la decisione di far cantare i bambini. A loro piace (li ripetono a casa) e ci siamo accorti che sono contenti quando cantano insieme a tutta la gente e il coro.

Noi vi proponiamo:

Gioia nel cuore, tratto da La Famiglia cristiana nella casa del Padre, n. 648.

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I bambini possono imparare solo il ritornello. Se non conoscete il canto, vi invitiamo ad utilizzare l’mp3 per ascoltarlo e impararlo.

Si può scegliere anche uno dei canti proposti in Canti a Messa.

I bambini tornano nella comunità degli adulti che sta celebrando l’Eucaristia, prima del Padre nostro. La comunità domenicale si ricompone! Tutti portano la loro attività e aiutati dal sacerdote ‘spiegano’ quello che hanno fatto.