Don Luciano Labanca – Commento al Vangelo del 4 Settembre 2022

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Le esigenze del discepolato

Rivolgendosi alla numerosa folla che gli si accalcava attorno, Gesù in questo passaggio evangelico chiama alla vera e autentica relazione con Lui, quella del discepolato. Tanti si accostano a Lui per curiosità, perché hanno subito il fascino delle sue parole, o forse ancora di più, perché ne hanno visto miracoli e prodigi.

Gesù, però, deve parlare chiaro: i requisiti del discepolato sono ben più profondi e radicali. Essere discepoli, è bene chiarirlo subito, non è solo prerogativa di chi è chiamato ad una vocazione speciale, come quella dei consacrati o dei sacerdoti, ma è la misura della vita di ogni cristiano battezzato. Per Gesù non è sufficiente che i numeri attorno a lui siano elevati. Egli, piuttosto, mira alla qualità di una relazione profonda, fatta di un amore nei suoi confronti che superi persino quello dei legami familiari più stretti e la nostra stessa vita.

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È evidente che l’intento di Gesù non è quello di promuovere la mancanza di rispetto ai propri genitori, al proprio coniuge, ai propri figli o alla propria vita, ma vuole insegnarci quel sano relativismo di chi legge tutti gli aspetti della propria vita, da quelli personali a quelli relazionali, sempre alla luce dell’amicizia con Lui.

Nulla e nessuno, in altre parole, per quanto possa essere importante, può mai ostacolare il nostro discepolato. Fatta questa premessa, Gesù aggiunge un altro elemento: la croce. Senza croce non c’è discepolato, perchè senza croce non c’è Cristo. Tanti sono disposti ad accettare un Gesù e un cristianesimo senza la croce, ma quanti invece sono pronti ad accettare Cristo Crocifisso, “scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani” (1Cor 1,23)?

Gesù ci ricorda oggi che un Cristo e un cristianesimo senza croce non esistono! Le esigenze presentate dal Maestro per i suoi discepoli sono impegnative. Per tale ragione, prima di coinvolgersi in una così profonda relazione, è assolutamente necessario misurare le proprie forze e la proprie capacità spirituali: lo voglio davvero? Se queste sono le premesse e i requisiti, posso farcela? Questo particolare tipo di considerazione, che se siamo onesti, deve portarci a riconoscere tutta la nostra fragilità e inconsistenza di fronte alle grandi esigenze del Regno di Dio, non può però impedirci di accettare la sfida se confidiamo nella sua grazia.

Il cristianesimo, infatti, prima di essere uno sforzo umano, è un avvenimento di grazia, in cui Dio stesso ci dona i mezzi, specialmente mediante la Parola e i Sacramenti per vivere con coerenza la nostra identità e missione cristiana. Ci fa sempre bene ricordare quell’espressione attribuita a Sant’Ignazio di Loyola, che recita: “Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio” (cfr Pedro de Ribadeneira, Vita di S. Ignazio di Loyola).

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