Facebook รจ il social network piรน utilizzato nel mondo occidentale. Quando vi accediamo dal nostro computer โ ma sempre piรน spesso dal telefonino โ vediamo scorrere lungo la nostra bacheca un gran numero di contenuti. Spesso non ci domandiamo neppure piรน perchรฉ li vediamo: se sono stati condivisi da alcuni dei nostri contatti, se pubblicati da una pagina alla quale abbiamo messo โmi piaceโ chissร quanto tempo addietro, o se sono stati invece โpostatiโ dentro un gruppo al quale siamo stati inseriti.
Se vogliamo utilizzare Facebook per la nostra pastorale occorre perรฒ tener ben presente la differenza.
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Su Facebook, grossomodo, ci sono tre grandi modalitร di farsi sentire presenti:
- Il profilo personale, che rappresenta univocamente una persona in carne e ossa, con nome, cognome, amicizieโฆ
- La pagina Facebook, una presenza pubblica, raggiungibile da chiunque, alla quale si dร un โmi piaceโ per riceverne gli aggiornamenti.
- E infine,ย il gruppo Facebook, uno spazio โchiusoโ e protetto dentro le quali le persone, opportunamente selezionate allโingresso, possono scambiarsi contenuti e intrattenersi in discussioni.
Facebook non ha inventato niente di nuovo, ma si รจ limitato a traslare nel โcontinente digitaleโ relazioni e situazioni che conosciamo molto bene nella vita โanalogicaโ, quella โin carne e ossaโ.
Pensiamo dunque alle nostre parrocchie:
- Il profilo personaleย siamo noi, laici, religiosi o sacerdoti, che ci muoviamo, dialoghiamo e operiamo per i nostri ambienti โmettendoci la facciaโ.
- La pagina Facebookย di una parrocchia ci puรฒ ricordare invece la bacheca fuori dalla chiesa o il notiziario settimanale: uno strumento di comunicazione โufficialeโ e โimpersonaleโ che parla perรฒ a nome della comunitร intera.
- Infine, ilย gruppo Facebookย รจ una sala del nostro oratorio adibita alle riunioni: sappiamo benissimo chi รจ dentro e chi รจ fuori, chi sta parlando e chi no. Anche qui ciascuno โci mette la facciaโ ma lo fa in un ambiente protetto e controllato. Questa sala riunioni puรฒ essere piccola, frequentata solo da pochissime persone che lavorano per un obiettivo ben preciso oppure puรฒ essere una stanza enorme frequentata da tutti i parrocchiani.
Ovviamente, queste tre modalitร diverse non sono divise in compartimenti stagni, ma si mescolano in continuazione: proprio come il notiziario settimanale viene portato casa per casa nella cassetta della posta da persone in carne e ossa, cosรฌ i contenuti di una pagina possono essere condivisi dai profili personali o inseriti nei gruppi.
Ma cosa puรฒ succedere dentro un gruppo parrocchiale?
Ci possiamo pubblicare il notiziario o gli ultimi aggiornamenti di โnatura praticaโ, come gli orari di un evento o lโimprovvisa cancellazione di un incontro. I responsabili dei diversi gruppi parrocchiali potrebbero โ con il loro profilo personale โ annunciare eventi o decisioni. Dentro il gruppo, perรฒ, si possono anche raccogliere pareri da parte di una cerchia selezionata di persone sulla festa patronale, oppure fare gli auguri a un volontario che compie gli anni. Molto, perรฒ, dipenderร dallโintraprendenza dei componenti e soprattutto degli โanimatoriโ del gruppo, qualche volontario un poโ piรน pratico dei mezzi di comunicazione digitale che possa aiutare a fare un poโ dโordineโฆ
Dunqueโฆ tornando alla domanda iniziale: ha senso un gruppo Facebook per una parrocchia?
Sรฌ, puรฒ avere sensoโฆ
- Se possiamo contare su un bel gruppo โpropulsoreโ di parrocchiani molto presenti sui social che vogliano mettersi in gioco โtrascinandoโ gli altri facendo crescere numericamente il gruppo.
- Se vogliamo puntare sulle relazioni tra parrocchiani, o tra alcuni di essi, come spinta propulsiva per la diffusione dei nostri contenuti โanche ufficialiโ sfruttando lโeffetto passaparola.
- Se ci interessa, magari in una fase iniziale, rafforzare le relazioni interne prima di uscire โad extraโ.
Accanto a tutto ciรฒ, cโรจ 1una grande variabile di cui non possiamo non tener conto: la modalitร di funzionamento di Facebook cambia continuamente.
Allโinizio del 2018 il social network ha modificato radicalmente la proporzione dei contenuti che vediamo dentro le nostre bacheche.
Ve ne sarete accorti: da un giorno allโaltro le pagine alle quali avevate cliccato โmi piaceโ sono sparite dai vostri schermi, mentre รจ aumentata esponenzialmente la presenza di post e condivisioni dei vostri amici o dei gruppi di cui fate parte.
Questa mossa, ufficialmente pensata per combattere le fake news, in realtร va a penalizzare le pagine che erano viste da un gran numero di persone e che, per la loro natura informativa e puntuale, generavano poche โinterazioniโ come โmi piaceโ e โcondivisioniโ, lasciando piรน spazio agli inserzionisti che pagano per pubblicare i loro annunci nelle nostre bacheche.
In questo scenario, dunque, un gruppo Facebook ci permette di โrecuperare il terreno perdutoโ nel gioco degli algoritmi, senza per questo abbandonare la pagina, che resterร un prezioso presidio dellโidentitร pubblica della nostra parrocchia.
