Chissร se quel dubbio, quel voler mettere le mani nelle ferite del Signore, fosse solo conseguenza della rabbia, anzi della delusione dellโesserselo perso.
Non avrร chiuso occhio in quegli otto giorni pensando e ripensando di essersi perso lโincontro con il Signore Risorto, alle cose che non gli ha mai detto, a ciรฒ che portava nel cuore in quei giorni cosรฌ intesi di apparente insuccesso, di fallimento, di paura e che magari in lui stesso hanno lasciato delle profonde ferite.
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Forse il desiderio di Tommaso era proprio quello di lasciare che il Signore tocchi la sua umanitร , le sue ferite, per poter fare pace con tutto questo, per lasciarsi curare e amare. Ma dovโeri Tommaso?! Dove te ne eri andato quel giorno, dove ti eri ficcato?! Perchรฉ non eri con gli altri discepoli, con la tua comunitร , con i tuoi amici!?
Non possiamo saperlo, perรฒ possiamo domandarci dove siamo noi. Dove siamo quando la nostra umanitร รจ ferita o quando la vediamo ferita nelle vite degli altri. Dove siamo veramente quando stiamo con gli altri. Dove siamo nella nostra quotidianitร .
Perchรฉ il Signore Risorto viene a stare proprio in mezzo a tutte queste cose, nella nostra umanitร , nei nostri insuccessi, nelle nostre giornate, nella nostra comunitร ! ร il Signore, in tutto queste cose e tante altre per continuare a compiere segni, per farsi conoscere, per amare e per donare vita!
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