Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi possono sembrare dure. E, in fondo, lo sono davvero in una certa misura, anche se non per i motivi che si potrebbe immaginare.
Il Signore non ci chiede mai di abbandonare i nostri genitori o i nostri cari; ci chiama piuttosto a riconoscere chi ha la priorità nella nostra vita. Seguirlo non può essere subordinato ad altre cose; deve essere la nostra scelta fondamentale. La vita cristiana non può essere compresa senza la disponibilità a seguire Cristo in ogni momento e in ogni circostanza.
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L’inizio del brano evangelico di oggi va letto, infatti, alla luce della necessità di portare la propria croce: è facile seguire Cristo quando le cose vanno bene, ma la sfida sta nel farlo quando le circostanze sono avverse o quando dobbiamo rinunciare a qualcosa per seguirlo. Inoltre, la parte restante del brano evangelico getta nuova luce su quanto detto in precedenza: non possiamo permettere che le distrazioni della vita ci impediscano di riconoscere Gesù.
Non possiamo aggrapparci a cose che ci allontanano da Lui o che ci impediscono di accoglierlo. Cristo entra continuamente nella nostra vita, ma noi dobbiamo essere capaci di accoglierlo. E dove — o attraverso chi — lo accogliamo? Attraverso le persone che ci circondano: Dio è presente nella persona che meno ti aspetti, in quel “piccolo” che sembra non dire nulla, eppure ti sta dicendo tutto.
Quali sono le priorità della tua vita? Queste priorità ti permettono di accogliere Cristo? Dove vedi Gesù manifestarsi nella tua vita?
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