I sadducei si preoccupano della resurrezione, ma in fin dei conti loro non ci credono… si tratta solo di una domanda trabocchetto, di capire “a chi apparterrà” la donna di cui parlano dopo la morte come se fosse un indovinello da sottoporre a Gesù.
In tutti questi calcoli e secondi fini si perde di vista ciò che è davvero importante: il valore della persona (in questo caso della donna, che è importante in quanto tale, non in base al marito che ha), la Vita vera che ci sarà dopo la morte, l’incontro profondissimo con Dio che ci attende in Paradiso.
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Ogni volta che ci facciamo prendere da calcoli e domande da porre a Dio non siamo poi tanto diversi dai sadducei: soffochiamo con il nostro metro di misura la grandezza a cui ci chiama Dio. Lui, che va oltre i nostri calcoli, oltre i legami familiari, oltre i progetti limitati che ci costruiamo. Lui, che ci permette di risorgere dalla morte.
Cristo ci mette in crisi, altro che indovinelli! perché sfida ogni nostro limite e concezione per condurci al Padre nella vita che verrà. E lì non ci sarà marito o moglie o indovinello che regga perché finalmente avremo sperimentato la gioia dell’unione profonda con Dio.
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