Zaccheo aveva le sue ricchezze, la sua autorità tra i pubblicani e sugli ebrei, eppure non resiste alla curiosità di vedere da vicino Gesù, di correre in mezzo alla folla e salire su un albero, anche solo per intravederlo tra i rami.
Aveva soldi e potere, ma gli mancava la cosa più importante: un incontro che gli salvasse la vita, che non si fermasse alle apparenze, che lo riportasse alla verità di sé stesso, che nessuna moneta o incarico di prestigio potevano offrirgli.
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L’incontro con Gesù, dal primo sguardo all’entrata in casa sua, è la svolta. Il Signore prende sul serio un uomo aggrappato ad un albero pur di vederlo, va a trovarlo dove vive e lì porta vita nuova. E Zaccheo prende sul serio il Signore: cambia vita, donando ai poveri e restituendo quanto rubato. Il Signore vuole entrare anche nelle nostre case, nelle nostre stanze disordinate di casa e del cuore, vuole fermarsi e stare.
Possiamo accoglierlo con gioia e credere che possa salvare anche ciò che sembra perduto o restare fuori mormorando e impedendogli di entrare.
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