Il Vangelo di oggi ci consegna l’incontro tra due desideri: il desiderio del cieco che desidera farsi sentire da Gesรน, e Gesรน che desidera incontrarlo. L’intensitร del desiderio del cieco รจ piรน forte dei rimproveri delle persone, รจ piรน insistente delle parole scoraggianti della folla.
Quest’uomo insiste, cerca Gesรน, chiede pietร , desidera vedere e non si rassegna. Il suo esempio ci fa bene: ci invita a non scoraggiarci quando il Signore sembra non rispondere, certi che Lui desidera il nostro vero bene; ci invita a non arrenderci quando sembra non valerne la pena, quando i sacrifici fatti sembrano non fruttificare.
Sรฌ, perchรฉ questo desiderio non cade nel vuoto, un desiderio di vita, di pienezza, di salvezza. Un desiderio che “la folla che gli camminava avanti” (e non dietro!) non coglie. Perchรฉ chi non segue l’amore vede i bisogni degli altri come disturbi, vede le necessitร come intralci; perchรฉ preso da sรฉ, dai suoi bisogni, dalle sue prioritร .
Che questo incontro possa risvegliare in noi il desiderio di Dio, possa rafforzarci nella fede e sensibilizzarci nella capacitร di saper ascoltare le sofferenze e i bisogni delle persone che incontriamo. SantโAgostino diceva: ยซLa vera preghiera non รจ nella voce, ma nel cuore. Non sono le nostre parole, ma i nostri desideri a dar forza alle nostre suppliche.
Se invochiamo con la bocca la vita eterna, senza desiderarla dal profondo del cuore, il nostro grido รจ un silenzio. Se senza parlare, noi la desideriamo dal profondo del cuore, il nostro silenzio รจ un gridoยป.
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