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Giovani di Parola – Commento al Vangelo del 10 Ottobre 2024

Quando un bambino è piccolo chiama continuamente mamma e papà: chiede aiuto, cerca conforto, domanda il perché di ogni cosa. La sua voce è incessantemente rivolta a chi sa che avrà sempre un’ attenzione e una parola per lui, senza stancarsi delle continue richieste perché lo ama profondamente.

Com’è il padre col bambino, esattamente così è Dio con noi. Se il Vangelo di ieri ci ricordava l’intimità del nostro rapporto con Dio, la necessità di riconoscerlo davvero Padre per poter sperimentare a pieno il suo amore, oggi invece ci viene chiesto di fare un passo ulteriore per imparare ad essere figli. Che idea abbiamo di Dio Padre?

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Se la nostra idea è quella di un Dio che è annoiato dalle nostre domande, o a cui abbiamo timore di fare richieste, siamo fuori strada. Se lasciamo che vinca il timore di chiedere perché pensiamo di non essere ascoltati (o forse, in fondo, il timore di ottenere ciò che abbiamo chiesto perché ci spinge fuori dalla nostra zona di comfort) rischiamo di allontanarci dallo sguardo amorevole di un padre che non desidera altro che prendersi cura di noi.

Io invece resto quieto e sereno: come un bimbo svezzato in braccio a sua madre. Sal 131

Fonte: Il canale Telegram ufficiale di Animatori Salesiani: ogni giorno il Vangelo del giorno seguente sul tuo telefono e altri contenuti utili per il tuo cammino spirituale!