Il Custode del Creato e l’Enigma del Tempio
Il commento di Giorgio al Vangelo di Gv 10,22-30 riflette sulla responsabilità umana nella gestione del mondo, sottolineando che la Terra è un dono divino di cui siamo solo custodi tracciando un parallelismo tra le festività civili, come la liberazione italiana, e la festa ebraica della dedicazione, contestualizzando la presenza di Gesù nel tempio di Gerusalemme.
Mentre Cristo attraversa i luoghi sacri per purificarli, l’umanità è spesso accecata dall’incertezza e incline alla violenza distruttiva. Viene denunciato il degrado sociale dell’Italia contemporanea, dove la dissacrazione dei valori e degli spazi trasforma la bellezza in insicurezza. In conclusione, l’opera invita a riconoscere la sovranità di Dio sul creato per ritrovare un senso di rispetto e armonia. Questa riflessione esorta i fedeli a meditare sulla propria identità di fiduciari del bene comune.
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Trascrizione del video.
“La terra è un luogo meraviglioso e, che ci crediamo o no, non ci appartiene perché non l’abbiamo creata noi. Eppure il Creatore ha dato in mano all’uomo la gestione del mondo, che ne diventa ospite e fiduciario di questo bene prezioso.
Il tempo, poi, scandisce i nostri giorni ed è formato dal tempo del lavoro e dal tempo del riposo, nonché dai giorni di festa che presentano non soltanto la domenica, ma anche altre ricorrenze, come la festa della Liberazione appena trascorsa del 25 aprile. Nel Vangelo di oggi abbiamo una festa a tratti simile alla nostra: la festa della Dedicazione o delle Luci, una celebrazione ebraica che ricorda la liberazione e il ripristino del culto ebraico a Gerusalemme dopo la sua profanazione da parte dei popoli stranieri.
È interessante come l’evangelista Giovanni voglia introdurre questo tratto di Vangelo descrivendo Gesù che camminava nel tempio, quasi per dirci in maniera indiretta che Gesù si trovava all’interno della sua casa. Il Figlio di Dio cammina nel suolo del Padre e, dove passa Gesù, sappiamo bene che purifica i luoghi. Ed è proprio in questi giorni così importanti per i Giudei che, anziché pensare alla festa, alla convivialità, allo stare insieme, pensano a come far fuori un uomo che si definisce il Figlio di Dio.
I Giudei hanno delle incertezze riguardo la sua identità e questa incertezza li rende ciechi anche davanti alle sue opere, a tal punto da volerlo lapidare. Il tempio, considerato luogo sacro per le mani di Dio, può trasformarsi in luogo dissacrato per le mani dell’uomo. Anche la nostra Italia, con le continue notizie di omicidi, di violenza sulle persone fragili, di dissacrazione delle chiese, si sta trasformando dalla terra del sole, dell’arte, della famiglia, dei valori, a un luogo di incertezze per noi e per i nostri figli.
Dovremmo allora partire tutti da un concetto basilare che riguarda tutte le cose. Dovremmo chiederci: chi è il proprietario del luogo in cui vivo o in cui mi sono trasferito? È Dio o l’uomo?”.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.
Invito alla partecipazione
Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.
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Causale: Erogazione liberale
