Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 9 Ottobre 2021

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Nel bel mezzo della predicazione una donna prende il centro della scena, ha il coraggio di dare voce davanti a tutti a quello che la abita dentro. La sua esclamazione esprime certamente una grande ammirazione per il Signore, ma sembra avere anche un velo di rammarico. Quasi che avesse voluto essere lei, a fare da madre a Gesรน. Chissร  che non trapeli la storia di una maternitร  feritaโ€คโ€คโ€ค Non lo sapremo mai.

Quel che รจ certo รจ che parla secondo la vecchia logica del sangue, ben lontana dalla novitร  di Gesรน.
Quella stessa logica che ci porta a giudicare qualcuno solo a partire dai genitori o dallโ€™ambiente da cui proviene, oppure a dire โ€œMagari fossi nato in un altro postoโ€, โ€œMagari avessi avuto genitori diversi, una storia diversaโ€. Quella stessa logica secondo cui ci sono cose che non possono essere cambiate, dei limiti davanti ai quali possiamo vivere solo di rimpianti, lamenti e rimorsi.

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Gesรน lo dice chiaro: non sei di chi sei figlio, non sei il posto da cui provieni, non appartieni al tuo passatoโ€คโ€คโ€ค la tua storia non ti determina in maniera definitiva e univoca, nรฉ nel bene nรฉ nel male. Non importa quale sia il passato tuo o della tua famiglia: puoi essere felice, beato, a patto che ascolti e custodisci la Parola di Dio. Di contro non cโ€™รจ nessun legame di sangue, nessuna storia vissuta, nessuna esperienza fatta, nessun ricordo bello che possa darci pienezza, se perdiamo oggi quella relazione intima con la sua Parola.

Una Parola da โ€œcustodireโ€, non da โ€œosservareโ€ o ancora peggio โ€œmettere in praticaโ€. Il Signore non ci sta promettendo che saremo felici se rispetteremo questa o quella regoletta presente nel Vangelo; si tratta di fare spazi nel cuore, creare tempi nella nostra vita freneticaโ€คโ€คโ€ค spazi e tempi per entrare nella sua storia e fermarcisi, impregnarsi di essa: lasciarlo vivere in noi.

Comunitร  Centro Poggeschi


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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato