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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 7 novembre 2026

Mi metto davanti al cuore del messaggio di questo Vangelo: «Non potete servire Dio e la ricchezza».

Viene proposto un bivio, un’alternativa netta davanti a un Dio che reclama la sua esclusività. Perché di ricchezze inutili, accumulate senza avere il tempo di servirsene, o costruite al prezzo del sangue e della vita dei poveri, la storia dell’umanità ne è piena e mai stanca. Questa scelta per il primato divino mi è proposta secondo il criterio dell’amore e dell’affetto, che si oppone all’odio e al disprezzo: riconosco così che solo Colui che mi ama è degno di essere amato con tutte le mie forze, e non l’effimera ricchezza.

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Sosto poi brevemente sul tema dell’amicizia: contemplo le mie amicizie e rifletto su come queste possano condurmi alle ‘dimore eterne’. Il riferimento alla ricchezza disonesta mi mostra come anche ciò che non è del tutto puro nella sua origine e forma, se attraversato dall’amore amicale, possa condurmi oltre gli intrecci della materialità.

E ancora, la fedeltà nelle piccole cose: lo sguardo rivolto alle cose di poco conto diventa un riscatto per quella materialità fragile, lontana dai grandi accumuli, che scopre così di essere preziosa. Un invito ad entrare nella poesia del creato e che si presenta come l’inizio della fedeltà più autentica.

Non posso servire la ricchezza, ma posso servirmi delle ricchezze che gli amici e i fragili cantano nell’anima che si sa accordata con Dio.

Commento a cura di: Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato