Con abbondanza, in poche battute, per cinque volte ritorna la parola amore. Già all’inizio dell’ultima cena Gesù ci aveva ricordato del suo amore fino alla fine, sigillandolo nell’icona della lavanda dei piedi.
E ora nel suo discorso d’addio l’amore ritorna a ondate ravvicinate, come quelle che giungono a riva al passare di una barca. Occorre allora farsi bagnare da questo amore, come se il catino della lavanda dei piedi si dilatasse in un mare, e poi liberarne la diga, farlo scorrere, per tutte quelle volte che ci è mancato, per tutte le arsure che non hanno incontrato la pioggia, per tutto il tremore che ci ha impedito di nuotare.
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Forse, come Gesù, è pronto alla morte, quella morte che nella sua definitività è l’unica realtà capace di misurarlo. Oggi cerca quest’amore – e lì resta.
Commento a cura di: Giuseppe Amalfa SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato
